Fatima Hassouna arriva a Cannes. All’Acid il documentario sulla giornalista uccisa a Gaza dalle bombe israeliane
La 33° edizione dell’Acid porta a Cannes il ricordo e la testimonianza di Fatima Hassouna, uccisa a Gaza sotto le bombe israeliane, con il documentario “Put your soul on your hand and walk” della regista iraniana Sepideh Farsi. In concorso nove opere, nessuna letteraria, nessuna italiana, ma tante opere prime e il cinema più indipendente …

Fatima è stata assassinata, ma la sua testimonianza arriva a Cannes. L’Acid – sezione parallela del Festival di Cannes, la cui 33° edizione avrà luogo dal 14 al 23 maggio – porta in concorso il film Put your soul on your hand and walk (nella foto), documentario diretto dalla regista iraniana Sepideh Farsi, in dialogo con Fatima Hassouna, fotografa palestinese uccisa da un missile israeliano lo scorso 16 aprile insieme alla sua famiglia. Un dialogo precario via cellulare, in balia dei bombardamenti sulla striscia di Gaza di cui Fatima è prigioniera. Le due donne creano un ponte tra il mondo in guerra e il mondo esterno, parlando attraverso il telefono, ma anche attraverso foto, poesie, canzoni che Fatima manda a Sepideh, perché arrivino fuori dai territori occupati. Un’opera che richiama il premio oscar No other land, perché non si distolga lo sguardo da quella realtà.
L’attivismo e il cinema radicale tipico dell’Acid emerge anche negli altri due documentari presenti in concorso. Il primo è Nuit Obscure – «Ain’t I A Child?», ultimo capitolo della trilogia sulle politiche di migrazione, Nuit Obscure, del francese Sylvain George. Un titolo provocatorio che porta a riflettere sulla condizione dei giovani esuli, dei bambini appunto, e sulla loro voglia di vivere in un mondo che spesso lo impedisce.
Affrontare invece l’ineluttabilità e l’irreversibilità della morte tramite un viaggio nel proprio passato familiare, tra territori e genealogie, è il tema dell’ultimo documentario in concorso: La vie après siham del regista egiziano Namir Abdel Messeeh.
Gli altri sei film in selezione sono tutte opere di finzione, nessuna tratta da romanzi o racconti. Di italiano troviamo unicamente il paesaggio della Sardegna, protagonista del film francese L’Aventura, secondo capitolo della trilogia a sfondo italiano di Sophie Letourneur (il primo intitolato Voyages en Italie, richiamo chiaro all’opera di Rossellini, come il più recente prende le mosse da Antonioni). La storia è quella di una famiglia in vacanza nell’isola: tra caos e voci, un racconto fatto di momenti banali che acquisiscono un profondo significato.
Come per la Quinzaine des Cinéastes, anche questo programma porta i concorso tanti esordienti: su nove film scelti dalla commissione, cinque sono opere prime e seconde, puntando come da tradizione sui film senza distribuzione.
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