Se i terroristi sono i neonazi. La kamikaze ariana di Fatih Akin

In sala dal 15 marzo (per Bim), “Oltre la notte”del regista turco-tedesco Fatih Akin. Un thriller provocatorio in cui è una donna “ariana” a trasformarsi in vendicatrice del marito turco e di suo figlio, uccisi da una bomba dei neonazisti xenofobi. Un film teso e pieno di suspense da “maneggiare con cura”. Passato in concorso allo scorso festival di Cannes, con Diane Kruger miglior attrice …

Al penultimo giorno arriva il film politico – come piace al festival – che mancava, che provoca su un tema così pesante come il terrorismo, che non teme di essere popolare (orrore, orrore, già gridano i cinefili della Croisette) e che va giù dritto alle nostre coscienze.

Fatih Akin col suo Oltre la notte lancia la sua “bomba” sulla Croisette contro i neonazisti xenofobi e il loro terrorismo. A ricordarci, infatti, che non c’è solo quello dell’Isis. È la provocazione di un autore nato in Germania da genitori turchi, che dà l’allarme sulla deriva xenofoba dell’ Europa, di cui la Francia con la “minaccia” Le Pen è stata protagonista. E ora anche l’Italia con l’exploit della Lega.

Ecco allora che Fatih Akin, grande narratore di storie “metisse” (dalla Sposa turca a Soul Kitchen) crea il cortocircuito ad effetto: la donna “ariana” – la bionda e tedeschissima Diane Kruger di ritorno dalla glorie hollywoodiane – che si trasforma in kamikaze per vendicare il marito turco e il figlioletto, massacrati da una bomba neonazista.

Sì una delle tante che hanno insaguinato la Germania, soprattutto fra il 1997 e il 2011, quando la Nationalistischer Untergrund, formazione neohitleriana è stata protagonista di attentati ed omicidi a sfondo razziale, senza che la polizia – testimonia Fatih – muovesse un dito. Anzi, se possibile trasformando le vittime in colpevoli.

Esattamente come accade alla protagonista di Oltre la notte che, durante il processo contro la coppia di neonazisti responsabili dell’attentato alla sua famiglia, si troverà a difendere la memoria del marito, un tempo implicato in traffici di droga, come se fosse diventato lui il colpevole.

A scagionare i due veri colpevoli, invece, poliziotti conniventi e testimoni falsi legati al movimento neonazi di Alba dorata in Grecia, a testimonianza dei legami internazionali dei gruppi xenofobi.

Sarà proprio l’esito del processo, l’assoluzione dei due assassini, a spingere l'”ariana” protagonista a farsi giustizia da sola. In un crescendo di tensione, dubbi e interrogativi che fanno di Oltre la notte un thriller molto particolare e da “manegggiare” con cura. Sicuramente per un pubblico che comprende il senso delle provocazioni. Ma da vedere.

 

 

 

 

 

 

 

Gabriella Gallozzi

Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e del premio Bookciak, Azione!. E prima, per 26 anni, a l'Unità.

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