La scomparsa di Mohammad Bakri. Voce e sguardo della resistenza palestinese

Il suo film documentario Jenin, Jenin (2002) ha dato voce agli abitanti del campo profughi palestinese diventato luogo simbolo della seconda Intifada dopo i crimini commessi dall’esercito israeliano nell’attacco del 2002, rendendolo figura centrale del cinema politico contemporaneo, simbolo della battaglia per la libertà di espressione del popolo palestinese e non solo. È morto il 24 dicembre a 72 anni Mohammad Bakri, in un ospedale di Nahariyya, nel nord di Israele, dopo una lunga malattia cardiaca.
Jenin, Jenin fu censurato in Israele e diede origine a una lunga serie di procedimenti giudiziari che hanno segnato profondamente la vita personale e professionale dell’autore.
Attore, regista e sceneggiatore palestinese con cittadinanza israeliana, Bakri è stato uno dei pochissimi artisti capaci di ottenere un ampio riconoscimento sia in Israele sia in Palestina. In Italia è ricordato soprattutto per le sue interpretazioni in Private (2004) di Saverio Costanzo e in La masseria delle allodole (2007) di Paolo e Vittorio Taviani. La sua carriera, tra cinema, teatro e televisione, è stata segnata da un costante confronto con le narrazioni ufficiali e da un forte impegno civile.
18 Giugno 2015
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