Addio Francesco Nuti. L’agrodolce romantico all’italiana


 

È scomparso il 12 giugno a 68 anni Francesco Nuti, a seguito di una lunga malattia. Nato a Prato il 17 maggio 1955, l’attore e regista è stato grande protagonista della cosiddetta stagione dei comici toscani, con le commedie romantiche e agrodolci campioni d’incassi negli anni 80. Ma proprio in seguito alla fine di quella fortunata stagione Nuti ha vissuto un calvario di cadute, incidenti, accidenti e malattie, che dal 2006 lo avevano reso semi infermo.

Nuti esordisce come attore dilettante ancora studente, unendosi a Alessandro Benvenuti e Athina Cenci con i quali formarono  I Giancattivi, e proprio diretto da Benvenuti lavorò per la prima volta nel cinema in Ad ovest di Paperino (1981), rivisitazione del repertorio comico del terzetto toscano.

Abbandonato il trio Nuti si cimenta nel cabaret e anche in tv (Non stop è tra i suoi programmi di successo) per poi diventare sceneggiatore e interprete per Maurizio Ponzi: Madonna che silenzio c’è stasera, Io Chiara e lo Scuro, Son contento. Tre titoli di grande successo che lo spingono all’esordio nella regia, confermando i toni agrodolci della sua vena comica. Arrivano così Casablanca Casablanca (1985), Tutta colpa del Paradiso, Stregati, Caruso Pascoski (di padre polacco) (1988) con la sua fidanzata Clarissa Burt, poi lasciata per l’attrice Isabella Ferrari che dirigerà in Willy Signori e vengo da lontano (1989), fino a Donne con le gonne (1991).

La parapola discendente comincia con OcchioPinocchio (1994), Il signor Quindicipalle (1998), Io amo Andrea (2000), da lui stesso prodotto, e Caruso, zero in condotta (2001). Dopo un periodo difficile, torna sul set con Benvenuti in Concorso di colpa (2005) di Claudio Fragasso, sua ultima interpretazione cinematografica. Poi l’arrivo della depressione e l’alcolismo. Fino al drammatico epilogo.