La Palestina che vive e resiste (anche) attraverso il cinema. Premio Stefano Chiarini 2025

La XVI edizione del Premio Internazionale “Stefano Chiarini–Palestina vive e resiste”, appena concluso a Modena, ha avuto come protagonisti due figure centrali nella riflessione critica e nella narrazione visiva della Palestina: lo storico Ilan Pappé e il regista Rashid Masharawi.

La serata inaugurale, venerdì 3 ottobre, si è aperta con la proiezione di From Ground Zero alla presenza del regista. Un progetto collettivo, nato a Gaza poche settimane dopo il 7 ottobre 2023, che raccoglie 22 cortometraggi realizzati in condizioni estreme, tra blackout elettrici, bombardamenti e isolamento comunicativo.

⁠”La cosa più difficile è stata convincere quei cineasti che vivono sotto la costante minaccia di morte, bombardamenti, ricerca di pane, cibo che anche l’immagine è importante come il pane, perché fa parte della nostra resistenza. Nessuno può occupare il cinema. Il cinema appartiene all’immaginazione, ai sogni, alle idee”, ha spiegato Masharawi.

Ancora più forte il significato assunto dalla proiezione avvenuta alla vigilia della grande manifestazione del 4 ottobre che,  dopo l’atto di pirateria compiuto da Israele nei confronti della Global Sumud Flottilla, ha riempito le strade di Roma di un milione di cittadini, tutti uniti per chiedere lo stop al genocidio dei palestinesi. Un intreccio simbolico, dunque, che al premio Chiarini ha fatto percepire la presenza di Gaza non come un’eco distante, ma come parte viva di un movimento globale. ⁠”Iniziative come queste – sottolinea ancora il regista palestinese – la vostra presenza, l’attività che svolgete è così importante proprio perché a Gaza sentiamo di essere stati lasciati soli …”.

Nella mattinata di sabato 4, durante la cerimonia ufficiale, a Masharawi è stato consegnato il Premio “Maurizio Musolino”, riconoscimento speciale all’impegno di un cinema che diventa archivio della memoria e atto di resistenza collettiva. Lo storico israeliano Ilan Pappé ha ricevuto invece il Premio “Stefano Chiarini” per il suo instancabile lavoro di ricerca critica sulla storia della Palestina.

Domenica 5 ottobre, la chiusura, affidate alla lezione magistrale di Pappé per aprofondire la dimensione storica e politica del colonialismo di insediamento e del genocidio in corso, mettendo in relazione il ruolo degli archivi, della ricerca storica e delle arti nella difesa della memoria.

Con questa edizione, dunque, il Premio Chiarini segna un traguardo importante nella relazione tra cinema, ricerca e attivismo, ribadendo che la Palestina “vive e resiste” non solo attraverso la lotta quotidiana, ma anche grazie alle immagini, alle storie e ai gesti di solidarietà che uniscono comunità e movimenti oltre i confini.


Milena Fiore

Milena Fiore è responsabile dell'area tecnica della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). E fa parte dell'Assemblea dei garanti. Opera come video editor e digital archive technician. Ha curato il montaggio di numerosi progetti a carattere storico, politico e sociale, oltre che di live performance. Si occupa anche di formazione e laboratori audiovisivi, in particolare con l'associazione CroMA. Attualmente sta lavorando al film "Shooting Revolution" di Monica Maurer.

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