Addio Emilio Conciatori, il Belmondo della pittura

È scomparso a 84 anni il grande pittore romano che ha legato il suo nome anche al cinema. A cominciare dalla locandina per “2001: Odissea nello spazio” di Kubrick. I funerali si svolgeranno il 19 gennaio, ore 15, alla chiesa degli Artisti di Roma. Al figlio Mauro un abbraccio da tutta la redazione di “Bookciak magazine”…

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“Glaciale e intelligentissimo. Meticoloso fino all’ossessione. Di pochissime parole. Non so più quanti bozzetti m’ha fatto preparare per la locandina di 2001: Odissea nello spazio. Ma che ti devo dire di Kubrick? La mia fortuna comincia con lui. Gli devo tutto”. A cena con Emilio Conciatori in qualche ristorante nei pressi della sua casa-museo in pieno centro di Roma, la serata scorreva via così. Tra un bicchiere di vino e un aneddoto. E non eri certo che fosse più gustoso il vino.

“La Rampling? Era bellissima e inavvicinabile”. Emilio la dipinse per una prestigiosa firma dell’alta moda. “Sono stato fortunato. Dalla vita ho avuto tutto. I miei figli meravigliosi, un sacco di donne e il mio lavoro. Che poi, mi pagano per fare quello che amo. Ma chi è più fortunato di me?”, diceva.

Figlio della Garbatella, inizi da muratore, la passione per il pugilato,  una combinazione di umiltà, ironia e disincanto. E carattere. Alle royalties sugli incassi di 2001 preferì i contanti. Tanti. Sufficienti per acquistare una casa in centro e una spider. Da guidare con un panama calato di lato.

Sarebbe diventato amico di Fellini e Antonioni, Emilio Conciatori. Per quella sua pennellata inquientante e vitale. Profonda e ipnotica, esaltata dalla formula con cui preparava i suoi colori psichedelici. E il suo essere affamato di vita sarebbe piaciuto a Godard. Il sorriso malandrino, la fisicità da pugile, la battuta sempre pronta. Un Jean-Paul Belmondo prestato alla pittura. Ma non meno al cinema. Con la sua scomparsa perdiamo un grande maestro e un uomo dolce. Ciao Emilio