Alla ricerca della belle époque perduta. La commedia si addice alla Francia

In sala dal 7 novembre (per I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection), “La belle époque” di Nicolas Bedos. Quasi un “Truman show” alla francese in cui il protagonista sceglie di rivivire il 1974, e in particolare il giorno in cui ha incontrato la donna della sua vita. Un cast stellare con Fanny Ardant e Daniel Auteuil …

Figlio d’arte – entrambi i genitori erano attori – Nicolas Bedos ha ereditato la vis comica dal padre commediante, ed è un autore poliedrico: ha fatto teatro, sketch televisivi, scritto sceneggiature e composto musica. Qui è al suo secondo film dopo Un amore sopra le righe, il suo esordio alla regia del 2017, dove raccontava la storia d’amore di due scrittori lungo quarant’anni di vita, tra alti e bassi e invidie reciproche.

In La belle époque Victor Drumond (interpretato magistralmente da Daniel Auteuil) è un vignettista che negli anni ’70 e ’80 ha riscosso un grande successo, diventando uno degli illustratori più noti anche a livello internazionale. È uno all’antica che non ha voluto riciclarsi con le nuove tecniche digitali e abbracciare la computer grafica, e si trova pertanto a perdere il suo lavoro.

Per contro, ha una moglie psicoanalista, ormai stanca del rapporto coniugale, proiettata, invece, verso il futuro e verso le nuove tecnologie. Marianne (la sempre bella e seduttiva Fanny Ardant), così si chiama sua moglie, da un po’ di tempo, ha una relazione extraconiugale con un collega di Victor, che ne è anche il miglior amico.

Dopo un ennesimo battibecco con Marianne, Victor viene cacciato di casa e, senza soldi né dimora, si trova costretto a vendere la sua casa estiva. Incontra quindi Antoine (interpretato da Guillaume Canet) – regista e sceneggiatore lui stesso – che gestisce la Time Traveller, una società che offre il servizio di “mettere in scena” quello che si vuole: da una strage liberatoria per sterminare la nobiltà razzista, al magico incontro che ha provocato il coup-de-foudre di una vita, e perfino a bere un bicchiere in compagnia di Ernest Hemingway.

Victor sceglie di far mettere in scena la settimana del suo incontro con la sua futura moglie, a partire dal 16 maggio del 1974. Sarà un tuffo nel passato pieno di musiche dell’epoca che gli faranno rivivere antiche emozioni alla vista di Margot (Doria Tillier), la versione giovane di sua moglie nella messa in scena.

Così nel montaggio si alternano realtà e finzione tra amori e litigi – Antoine sta insieme a Margot di cui è molto geloso – e rinasceranno sentimenti ormai sopiti da anni. In alcuni momenti sembrerebbe di essere nella versione francese reinterpretata di The Truman show del 1998 nella vita di Victor “spiata” e/o suggerita da Antoine.

Per il protagonista la Belle Époque è il 1974, un’epoca passata ricca di joie de vivre e piena di emozioni, ma per ognuno di noi può essere un qualsiasi anno in cui ci si è sentiti felici.

Il film presenta una bella fotografia densa di colori pastello, ed è sottolineata dalle musiche dell’epoca funzionali al viaggio nel tempo di Victor. Fanny Ardant nel ruolo di Marianne sembra vestita come lo era nei film di François Truffaut, in particolare il tailleur nero che assomiglia molto a quello indossato dall’indimenticabile Signora della porta accanto nel 1982. Il cast de La belle époque – presentato alla Festa del Cinema di Roma 2019 – è eccezionale e, ai già citati protagonisti, si aggiungono Pierre Arditi, Michaël Cohen e Denis Podalydès.


Ghisi Grütter

Architetto e Professore Associato di "Disegno", fa parte del Dipartimento di
Architettura dell'Università Roma Tre. Autrice di numerosi libri e saggi, tiene la rubrica "Disegno e immagine" nella rivista on line
"Ticonzero" e scrive nella sezione micro-critiche di "DeA Donne e Altri".


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