Aspettando Bookciak, Azione! 2021. Un fumetto per non cancellare il sangue della strage di Reggio Emilia

In attesa di Bookciak, Azione! 2021 (la premiazione alle Giornate degli Autori veneziane il 31 agosto) presentiamo uno dei quattro libri che faranno da traccia ai bookciak. È il graphic novel “Sangue del nostro sangue” di Claudio Bolognini e Fabrizio Fabbri (Redstar Press), dedicato alla strage di Reggio Emilia del ’60 che fece cinque vittime e numerosi feriti, quando la polizia aprì il fuoco sulla grande manifestazione di protesta contro il governo Tambroni (appoggiato dai fascisti del Msi). Scarno ma efficacemente espressionista nei disegni e nelle ombreggiature in bianco e nero è uno di quei fumetti civili necessari a preservare la memoria della nostra storia …

Comincia con un gioco tra ragazzi, di quelli – giochi e ragazzi – di un tempo: attaccare delle cartoline ai raggi delle biciclette affinché, pedalando, facessero un rumore secco come quello di un mitraglatore: rattatatà!. E poi avanti con una prova del coraggio che consiste nel chiedere un bossolo di proiettile ai poliziotti che presidiano la sede del Msi di Reggio Emilia.

È il 6 luglio del 1960, il giorno prima della strage che fece cinque vittime e numerosi feriti, quando la polizia aprì il fuoco sulla grande manifestazione di protesta contro il governo Tambroni (appoggiato dai fascisti del Msi). Quella di Reggio Emilia, città simbolo del movimento dei lavoratori e della lotta antifascista, fu la protesta più grande e più drammatica, dopo quelle succedutesi nei giorni precedenti (a Genova, a San Ferdinando di Puglia, a Licata, a Roma) che infiammarono le piazze italiane in una rinnovata e ferma resistenza alla minaccia di un ringalluzzito fascismo.

I secchi crepitii delle mitragliette degli «scelbini» (così furono soprannominati gli agenti della Celere agli ordini del ministro degli Interni, Mario Scelba) sono i veri rattatattà che risuonarono nelle vie di Reggio Emilia e i bossoli realmente esplosi furono quattrocentocinquanta (altro che il singolo «trofeo» che cercavano per gioco quei ragazzini in bicicletta).

C’è questo e molto altro nel bel graphic novel Sangue del nostro sangue. 7 luglio 1960: la strage di Reggio Emilia di Claudio Bolognini e Fabrizio Fabbri, edito da Redstar Press, uno dei libri scelti per partecipare al Premio Bookciak Azione! di quest’anno.

Ci sono soprattutto le cinque vite stroncate delle vittime: Ovidio Franchi, Lauro Farioli, Afro Tondelli, Emilio Reverberi e Marino Serri. Ci sono i manifestanti, di ogni età ma con molti giovani e giovanissimi, quelli con le magliette a strisce diventate simbolo delle rivolte antifasciste di quelle giornate.

C’è la vicenda dei ragazzini che scorrazzano in bicicletta, che fa da prologo alla storia a fumetti, sradicati dalla loro città, dispersi in altri luoghi e paesi e che in parte si ritrovano cinquantasette anni dopo in quella stessa città, in quelle stesse vie, davanti alle pietre d’inciampo che commemorano i caduti del 7 luglio 1960. Non soltanto con nostalgia da reduci, però, ma con uno spirito forte di testimonianza e di protesta e con una nuova «prova di coraggio» che non vi sveliamo.

Secco ed essenziale nella sceneggiatura, scarno ma efficacemente espressionista nei disegni e nelle ombreggiature in bianco e nero, Sangue del nostro sangue è uno di quei fumetti civili necessari a preservare la memoria della nostra storia. E le tavole in appendice a corredo delle biografie dei cinque martiri hanno la sintesi e l’efficacia dei murales.

Si aggiungono al volume una cronistoria, un glossario, una bibliografia e il testo della celebre canzone scritta dal cantautore torinese Fausto Amodei: «Compagno cittadino fratello partigiano/teniamoci per mano in questi giorni tristi» per il sangue versato di cinque uomini, «sangue del nostro sangue nervi dei nostri nervi/Come fu quello dei fratelli Cervi».