Aspettando Bookciak, Azione! cominciamo dai libri. Nel “liceo magico” dove la geografia è una bussola per la vita

Vi presentiamo “Il liceo magico”, romanzo di Cesare Pomarici (Manni 2024) tra i libri vincitori di Bookciak Legge 2025, la cui premiazione si svolgerà il 16 aprile alla Casa delle letterature di Roma. Alle sue pagine saranno ispirati i bookciak 2025 di cui scopriremo i vincitori il 5 e 6 settembre nell’ambito di Bookciak, Azione! evento in chiusura delle Giornate degli autori veneziane. il libro è il viaggio dell’autore tra le aule di una media romagnola. Ma è anche il viaggio dei suoi alunni, tra infanzia e adolescenza negli anni della pandemia, dell’invasione dell’Ucraina. Alla fine le parole che restano più impresse sono: confini, Mediterraneo, accoglienza…

 

Quando hai finito di leggere il libro pensi: “Mi sarebbe piaciuto avere un professore così”. C’è una vitalità irrefrenabile tra queste pagine, così tanti spunti, riflessioni, incursioni nella musica, nella letteratura e nel cinema che per una volta la scuola italiana ne esce alla grande.

Altro che luogo superato di formazione e alfabetizzazione. Ad avercene di comunità come quella descritta da Cesare Pomarici in Il liceo Magico (Manni Editore 2024), vincitore del premio Bookciak legge 2025 per la categoria narrativa. Una scuola luogo di accoglienza dove i figli di chi è fuggito da catastrofi naturali, guerre, regimi, trovano, a volte, ascolto.

Scritto in forma di diario, il libro è il viaggio dell’autore tra le aule di una media romagnola. Ma è anche il viaggio dei suoi alunni, tra infanzia e adolescenza negli anni della pandemia, dell’invasione dell’Ucraina. Due scene che si rispecchiano, a volte s’incontrano, a volte riescono a fare forza comune. Alla fine le parole che restano più impresse sono: confini, Mediterraneo, accoglienza.

Cominciamo dall’inizio: Cesare è un ricercatore di letteratura (nella vita reale è anche un autore teatrale, fa podcast e un’altra quantità di progetti che sarebbe lungo elencare qui) ma alla scuola a cui viene assegnato mancano insegnanti di geografia perciò ecco che il professore accantona il suo amore per parole e poesia e si getta comunque nell’impresa.

È così che la formazione dei venti, delle pianure, Marmolada e Vulcani diventano lo spunto per viaggi reali e immaginari, in altre dimensioni e nella vita reale. Se un ragazzino eterno ritardatario si giustifica per l’ennesimo ingresso posticipato chiamando in causa lo scioglimento dei ghiacci non c’è altro da fare che congratularsi per la creatività: “I ghiacciai hanno sempre ragione”.

La geografia come bussola per la vita, come avventura tra studio, incontri, sperimentazioni, confini da superare o solo avvicinare. Cosa c’è di meglio per concludere lo studio del Regno Unito se non cantare in coro You ll’ never walk alone per sentirsi improvvisamente trasportati allo stadio di Liverpool?

La lezione sui venti è molto più efficace se la si fa all’aperto in una giornata da lupi con le raffiche che smuovono i rami degli alberi e soffiano via le parole. E quando un bambino assonnato scambia la giornata dei diritti dell’Uomo per il giorno delle rivendicazioni maschili contro le donne, aiuta il professore a riflettere su altre fastidiose dimenticanze.

E non ci sono solo i momenti commoventi e le lezioni che restano nella memoria. Tra le righe compaiono aggressioni, ritorsioni, ragazzi problematici, apatici cronici, integrati con la tendenza al bullismo. Ma è anche un luogo di risvegli, di semi piantati e gettati a lunga distanza. Qualcuno forse attecchirà.

Anche se si legge come un diario scolastico, è un libro a strati che raccoglie molti degli interessi delle riflessioni e delle ricerche dell’autore. C’è anche la corrispondenza con un’amica che in Sicilia lavora anche lei, e in un modo molto concreto, sui confini. C’è un confronto continuo con lei e con gli autori e che a vario titolo lo aiutano a costruire per i suoi alunni una geografia fisica e umana.

Tra i più assidui Italo Calvino, Alessandro Leogrande, Vasco Brondi. È un pozzo di spunti per chi vorrà trasformare qualcuna delle storie qui raccolte in corto. Il primo a misurarsi con i racconti de Il liceo magico è stato Mario Sughi, autore dell’intrigante copertina: un invito a seguire gli indizi dal disegno al testo, quasi un rebus. Fare il percorso opposto dalle parole alle immagini è l’invito che può aprire le porte alle Giornate degli Autori a Venezia.


Carla Chelo

Giornalista. Ha lavorato all'Unità, al settimanale Diario e in tv (Mediaset). Ha scritto un paio di libri insieme a un'amica, Alice Werblowsky e da sola una guida sul verde in città: "Milano, Parchi e giardini", Touring club italiano.


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