Dalla Atwood a Pasolini. Tutti gli scrittori del BiografilmFest 2020 (online)

È una «edizione di passaggio» quella del Biografilm Festival che avrà luogo (ma una simile espressione andrebbe ormai reinventata) online dal 5 al 15 giugno. Così la definisce Matteo Lepore, assessore alla cultura di Bologna (“casa” dell’evento), durante la conferenza stampa di presentazione in streaming del 4 giugno. E certamente, oltre al trasloco del festival sul web, il prezzo da pagare al momento storico è stato (dichiara la direttrice Leena Pasanen) una «selezione più contenuta rispetto a quanto avrebbe potuto essere». Questo tuttavia non ha impedito di radunare (e offrire alla visione tramite il portale MyMovies) oltre 40 documentari (da 25 diversi paesi), tra cui diversi titoli che mettono in relazione cinema e letteratura.

Il 5 maggio alle 21 c’è In un futuro aprile (di Francesco Costabile e Federico Savonitto), sugli anni giovanili (e friulani) di Pier Paolo Pasolini, nei luoghi (determinanti per la biografia e per l’opera del grande scrittore e regista) che ispireranno i primi lavori dell’autore, come la raccolta di versi Poesie a Casarsa e i romanzi Atti impuriAmado mio. Voce narrante sarà quella di Nico Naldini, cugino e biografo di Pasolini, nonché, come quest’ultimo, poeta in lingua friulana.

Come per tutte le altre opere selezionate, è già possibile prenotare la visione in streaming presso la “sala virtuale” del festival, registrandosi gratuitamente al sito di MyMovies e selezionando il film, che resterà disponibile fino a 24 ore dopo l’orario di “proiezione” indicato.

Sempre a proposito di cinema e letteratura, sabato 6 giugno alle 21 (in anteprima mondiale) sarà la volta della co-produzione italo-statunitense Sqizo (di Duccio Fabbri), sullo scrittore americano Louis Wolfson: inventore di una propria lingua (in alternativa all’idioma materno) e outsider anche nella travagliata vicenda personale, con la diagnosi di schizofrenia da adolescente, stigma cui seguiranno l’internamento e la tortura degli elettroshock. Nomade nell’arte come nel vissuto, nato nel Bronx ma diventato di culto in Francia, si ritira a Porto Rico, dove, ottantanovenne, incontra il regista del film.

Un altro autore tormentato è al centro del danese I Walk (Jeg går), giovedì 11 giugno alle 14: qui è lo stesso regista (e scrittore, e performer), Jørgen Leth, a raccontare se stesso e il suo difficile percorso materiale ed esistenziale, dopo che un terremoto ha distrutto la sua casa ad Haiti. Seguirà al documentario un incontro “virtuale” con l’autore alle 16.

Attesissimo (per sabato 12 giugno alle 14) il canadese  Margaret Atwood – A Word after a Word after a Word is Power (di Nancy Lang e Peter Raymont), sulla scrittrice e attivista femminista che con le sue opere ha segnato tanto la letteratura quanto la recente serialità televisiva. Un viaggio nella vita (pubblica e privata) dell’autrice, tra una conferenza, una visita sul set dell’adattamento di The Handmaid’s Tale, una vacanza in famiglia, note sui propri lavori (tra cui I testamenti, sequel proprio di The Handmaid’s Tale) e testimonianze di amici e familiari.

Il programma completo del festival, che si concluderà il 15 giugno con la premiazione in presenza (eccezionalmente “dal vivo”) del vincitore, è consultabile sul sito del Biografilm Festival. Come specificato in conferenza stampa, ciascuna “proiezione virtuale” potrà ospitare da un minimo di 400 a un massimo di 2000 prenotazioni (a seconda degli accordi con i distributori dei titoli).

L’auspicio, come sottolinea l’assessore alla cultura dell’Emilia-Romagna Mauro Felicori, è che già dall’anno prossimo si possa arrivare a una positiva sintesi, col festival nuovamente (e tradizionalmente) dal vivo unito alle «potenzialità del digitale che scopriremo quest’anno». Nel frattempo, come ha ironicamente chiosato la direttrice Pasanen, visto che per i giorni a venire il meteo dà tempo generalmente piovoso, «Cosa possiamo fare di meglio che stare a casa e scoprire tanti nuovi film»?