L’8 marzo dell’AAMOD è con Marina Piperno. E la sua autobiografia lunga (quasi) un secolo


Appuntamento mercoledì 8 marzo (ore 18) all’AAMOD (Roma, via Ostiense 106) per la seconda tappa del tour di presentazioni di Eppure qualcosa ho visto sotto il sole, autobiografia per immagini (tantissime foto dall’immenso archivio di famiglia)arole di Marina Piperno, la prima produttrice donna italiana.

Con Laura Delli Colli (presidente SNGCI), Vincenzo Vita (presidente AAMOD) Vito Zagarrio (docente e critico cinematografico) e, certamente la stessa Piperno, la presentazione sarà un racconto a più voci per ripercorrere vita privata e pubblica di questa grande protagonista della stagione del cinema militante.

Ebrea laica che si misura senza sosta con le contraddizioni della realtà, imponendo apertura mentale ai suoi interlocutori e la giustizia sociale come stella polare del proprio agire, Marina Piperno decise, ancora giovanissima, che il cinema sarebbe diventato il suo strumento espressivo, rappresentando la prima donna italiana ad intraprendere una carriera ad appannaggio maschile.

Il suo obiettivo, attraverso la macchina da presa, era dare voce a chi ne era privo: i popoli sottomessi dal colonialismo, le marginalità e gli esclusi, le devianze, i portatori di storie contadine e operaie, le donne e i loro diritti negati. Esplorando territori sconosciuti, ricavandone crescita umana e preziosa esperienza professionale, fu accompagnata in questo coraggioso itinerario da giovani e importanti autori, svezzati dal più grande agitatore culturale che l’Italia abbia avuto, Cesare Zavattini, che lei stessa ricompensò moralmente a suo modo, producendo successivamente, nel 1982, il film “da camera” che ne segnò l’esordio come interprete e regista: La veritàaaa.

La sua copiosa produzione spazia dai documentari ai film di fiction, sempre fondata su un’attenta ricerca antropologica e ispirata ad una costante conservazione della memoria, elementi che costituiscono un “unicum motivazionale” del suo agire. La sua incessante attività, espressa in molteplici opere premiate nei più importanti festival nazionali e internazionali – non da ultimo il Nastro d’Argento alla carriera conferitole nel 2010 – offre il quadro di una personalità empatica, che non teme il confronto e lo sollecita, che spende la sua gioia di vivere non solo per il proprio benessere, ma per il bene comune.

 È valsa la pena entrare nel labirinto del cinema? – lei stessa si chiede nella prefazione al volume – Questo libro intende rispondere al quesito. Ci troverete le vittorie e le sconfitte individuali, ci troverete l’Italia, ci troverete l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione, ci troverete la tenacia del lavoro, ci troverete l’amore per “l’altro”, ci troverete una speranza…”