La scomparsa di Yervant Gianikian. Una vita per il cinema sperimentale e politico in coppia con Angela Ricci Lucchi

 

Yervant Gianikian, maestro del cinema sperimentale, politico e delle arti visive, si è spento a Milano il 3 luglio all’età di 84 anni. Nato a Merano nel 1942 da una famiglia sopravvissuta al genocidio armeno e fuggita in Italia, nella sua carriera regia e pratica artistica sono sempre state profondamente intrecciate.

Nel 2015 si aggiudica il Leone d’Oro alla Biennale Arte di Venezia per il Padiglione Armenia, progetto condiviso con Angela Ricci Lucchi, compagna di vita e partner artistica per oltre trent’anni, scomparsa nel 2018. I loro lavori sono conservati, tra l’altro, nella videoteca del MoMA di New York, nel British Film Institute, nella Cinémathèque Française di Parigi, nel Film Museum di Amsterdam e nella Cinémathèque of Canberra.

Gianikian è stato un frequentatore assiduo della Biennale, presente all’Arte nel 2001, 2013 e 2015, e dal 1976 al 2025 numerose volte alla Biennale Cinema, con opere d’avanguardia capaci di reinventare il linguaggio delle immagini d’archivio — isolandone dettagli, colorandone e rallentando la velocità di scorrimento della pellicola. Tra i titoli più recenti, i tre capitoli de I diari di Angela – Noi due cineasti, presentati dopo la scomparsa di Ricci Lucchi nel 2018, 2019, Frente a Guernica nel 2023 e ancora alla Mostra del 2025.

Descrivendo il senso del proprio lavoro, sulla rivista La Biennale di Venezia (dicembre 2025) Gianikian scriveva del loro metodo come di un lavoro maniacale, da miniaturisti e archeologi dell’immagine, concentrato non sugli eventi ma su ciò che normalmente sfugge allo sguardo.


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