La stanza della figlia. Il ritorno alla vita di Rosa, inedita Lunetta Savino

In sala dal 18 settembre (per minimum fax Media in collaborazione con Altri Sguardi), “Rosa” opera prima della regista triestina Katja Colja. Un inedito ruolo drammatico per Lunetta Savino nei panni di una madre che deve fare i conti con il lutto più duro: la perdita della figlia. Prodotto da minimum fax media, propaggine della casa editrice indipendente …

Credo ci voglia un bel coraggio per affrontare, dopo La stanza del figlio, il film più profondamente toccante di Moretti, uno dei più temuti, lancinanti dolori per l’essere umano: quello della scomparsa di una creatura che si è messa al mondo.

Ma è proprio con questo tema che la triestina Katja Colja, trapiantata a Roma per lavorare nel cinema, ha scelto di debuttare con Rosa nel lungometraggio.

Film, anche questo, ambientato in una città di mare, anche se molto più a nord di Ancona, e anche qui è il mare a portarsi via chi si ama.

Siamo a Trieste, terra di confine, in una casa che sul mare si affaccia senza però guardarlo più, schermata da veneziane che la padrona di casa tiene costantemente chiuse.

In questa casa si aggirano muti, separati in casa, due sessantenni: Rosa e il marito, congelati dallo strazio per la morte di Maja, la loro figlia più giovane. E in grado orami solo di fingere una reciproca comunicazione quando li va’ a trovare la loro figlia più grande che in compagnia del fidanzato, nell’ultima occasione, annuncia che hanno intenzione di sposarsi.

Ma neanche questo nuovo evento, portatore di gioia, riesce a scuotere il cuore fermo di Rosa, pugliese trapianta a vent’anni in Slovenia per amore di Igor, perché, al contrario di lui, ha perso definitivamente ogni voglia di rientrare nel mondo dei vivi.

Sarà “la stanza della figlia” ad aiutarla. Lì, rovistando tra scatole e cassetti in cerca di una foto da mettere sulla sua tomba, troverà casualmente un’inimmaginata “chiave” rosa shocking, bizzarro oggetto per piaceri femminili normalmente venduto nei sexy shop che sarà il suo filo d’Arianna per ritornare alla vita.

Comincerà domandandosi chi era veramente questa sua figlia misteriosa e sconosciuta e, seguendo le poche tracce rinvenute, arriverà ad incontrare la donna a cui per anni Maja era stata legata e tutto il mondo femminile che la circonda che sarà quello che riuscirà a portar fuori il suo cuore dall’inverno.

Intrepretato da Lunetta Savino in un inedito ruolo drammatico, da Boris Cavazza e Anita Kravos, Rosa è un film che Katja Colja ha scritto, sceneggiato e diretto col desiderio – ci dice nelle sue note di regia – di raccontare il confine tra terre, generazioni, morte e vita, corpo e mente, ragione e sentimento. E il suo superamento.

Prodotto da minimum fax media, propaggine della casa editrice indipendente, Casablanca, Pianeta Zero e Rai cinema, dopo essere passato a Bari in competizione al BIFFEST e al Shanghai international Film festival, è in questi giorni nelle sale italiane.


Marina Pertile

giornalista


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