L’Ecce Homo di Carvaggio. Un thriller doc sull’avventuroso ritrovamento dell’opera del pittore maledetto
Per celebrare l’inaugurazione della grande mostra Caravaggio 2025 a Palazzo Barberini a Roma, esce nei cinema come evento speciale l’11-12 e 13 marzo (per Fandango) “Il Caravaggio perduto”, film documentario dedicato al ritrovamento a Madrid nell ‘aprile 21 dell’ “Ecce Homo”, ultimo capolavoro riconosciuto del pittore maledetto. Prodotto e distribuito in Italia da Fandango, il regista spagnolo Alvaro Longoria incontra tutti i protagonisti della storia in giro per l’ Europa …

Mettiamo il caso che per motivi imperscrutabili o anche solo per la necessità di fare economia sia necessario cambiare casa, lasciare la dimora avita, piena di mobili e oggetti ereditati da tempo immemorabile; mettiamo il caso che la nuova abitazione, sempre dignitosa, sia però molto più piccola; mettiamo il caso che figlie e nipoti prospettino ad un’anziana signora la possibilità di mettere in vendita qualche cosa, magari un quadro o due, nemmeno troppo apprezzati.
Per esempio un’opera grande (111 cm per 86), cupa, con un soggetto non allegro, come la passione di Cristo, poco adatto ad un soggiorno elegante dove giocare a burraco; mettiamo il caso che il quadro, imballato nel pluriball e scocciato a dovere, finisce in una casa d’aste e viene inserito in catalogo alla modica cifra di 1500 euro. E poi?
E poi questa è la storia, anzi il vero e proprio giallo de El durmiente, (titolo internazionale The sleeper e curiosamente in Italia diventato Il Caravaggio perduto…) documentario dello spagnolo Àlvaro Longoria, coprodotto e distribuito in Italia da Fandango, nei cinema i prossimi 10 11 e 12 marzo.
Ecco arrivato il momento di svelare che cosa è il Dormiente, come viene chiamato un capolavoro scomparso nei meandri della storia nelle collezioni del mondo, scomparso alla vista dei critici e del pubblico, in attesa di essere scoperto. Questo oggetto, sogno di tutti gli storici dell’arte, è un’opera di Caravaggio, l’ Ecce Homo, offerto ai compratori ignari ad un’ asta che avrebbe dovuto tenersi nella primavera del 2021, in piena tempesta Covid.
Il film racconta, come in un thriller, come l’immagine in catalogo attribuita alla scuola di Ribera, pittore spagnolo epigono del Caravaggio, sia stata vista da storici dell’arte, antiquari e mercanti, un passa parola sommesso che attraversa l’Europa, tra quegli studiosi che hanno il sapere e il potere di riconoscere una firma così prestigiosa.
Tra questi Cristina Terzaghi, prof.ssa associata di Storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi “Roma Tre” e membro del comitato scientifico del Museo di Capodimonte a Napoli, che salta in aereo e vola a Madrid per vedere di persona quello che subito gli è apparso come lo scomparso Ecce Homo di Caravaggio.
A dire il vero un quadro simile già c’era: a Genova, a Palazzo Bianco, attribuito al Michelangelo Merisi da un critico illustre come Longhi e sottoscritto poi da Mina Gregori, ma la Terzaghi e altri non sono convinti. Quella foto con quelle tre figure che emergono dall’ombra scura, il rosso del mantello del Cristo, e soprattutto il volto di Pilato…non possono essere altro che del maestro del barocco, oggi assunto ad autentica rock star dell’arte.
La bionda storica dell’arte coinvolge altri colleghi, convinta di aver individuato in quella tela il misterioso quadro della Passione dipinto da Caravaggio tra il 1605 e il 1609 e portato in Spagna dal Conte di Castrillo, vicerè di Napoli, entrato a far parte delle collezioni reali e di cui si erano perse le tracce.
Intanto le voci si scatenano, arrivano anche sulla stampa non proprio di settore (il primo a parlare del ritrovamento in Italia è Dagospia), si scatenano pareri e polemiche…. che piombano come sassi sulla famiglia dell’ottantenne proprietaria, la signora Mercedes Perez de Castro Mendes, ignara fino a quel momento di aver custodito un immenso tesoro sulle pareti di casa. Un tesoro che in poche ora da 1500 eur, viene valutato 300 milioni!
Ora che il quadro è tra gli ospiti d’onore della grande mostra appena aperta a Palazzo Barberini a Roma dedicata a Caravaggio 2025, non ho timore di spoilerare la sua sorte: sottoposto a vincolo, cioè a divieto di vendita all’estero dal governo spagnolo, fu ritirato dalla vendita all’asta e affidato alle cure di un famoso mercante d’arte, Jorge Coll titolare della Galleria Colnaghi, restaurato da un abile e sapiente artigiano fiorentino, Andrea Cipriani, ed elegantemente venduto ad un misterioso mecenate, forse britannico, per la modesta cifra di 30/35 milioni di euro, un vero affare, e da lui affidato al Museo del Prado affinché sia esposto all’ammirazione del pubblico, destinato a viaggiare fuori confini solo per prestiti temporanei.
Una storia vera raccontata ed interpretata dagli stessi protagonisti, incontrati tra Madrid, Roma, Firenze, Milano, Napoli. Una vicenda avvincente capace di interessare non solo gli addetti ai lavori, magari con il sogno segreto di riconoscere nella “crosta” lasciata dal nonno chissà quale capolavoro dormiente…
Monica Carovani
Fiorentina, giornalista e appassionata d’arte. Dalla carta stampata alla tv, 40 anni di professione con il vizio della curiosità: da Paese Sera il Nuovo Corriere a Moda e King passando dalle collaborazioni con il Messaggero e ADN Kronos. Poi tanta Rai: Tg3 vice caporedattore cultura , Tg1 on Line, Rainews24. Per evitare conflitti familiari con il marito pittore, si occupa soprattutto di grandi artisti del passato.
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