L’uscita dalla fabbrica prosegue nelle nostre case. Nasce la piattaforma Lumière+ e arriva al cinema un “loro” nuovo film

In sala dal 3 aprile (per Cineteca di Bologna e Lucky Red) “Lumière – L’avventura del cinema” di Thierry Frémaux, nuovo capitolo dedicato ai grandi padri del cinematografo che raccoglie 120 loro film inediti e già presentato ai festival di Roma, San Sebastián e Tokyo. Da settembre, poi, l’avventura continuerà su Lumière+, la nuova piattaforma su cui saranno disponibili tutte le 2000 vedute girate dai fratelli di Lione …

Il cinema delle origini arriverà nelle nostre case. Si proprio il primo. Quell’uscita dalla fabbrica che nel 1895 ne ha segnato la nascita sarà accessibile a tutti, insieme a tanto altro.  A settembre, l’Institut Lumière permetterà di riscoprire tutti i film (più di duemila) dei fratelli, aprendo una nuova piattaforma, Lumière+, cosicché “ognuno potrà guardare liberamente e come vuole tutte le opere, tutte le viste dei Fratelli Lumière”.

Thierry Frémaux, direttore dell’Istituto Lumière di Lione e del Festival di Cannes, in occasione della presentazione alla stampa del film Lumière – L’avventura del cinema, ha sottolineato l’importanza di recuperare e comprendere il gesto artistico e cinematografico dei due fratelli francesi. La piattaforma Lumière+ si presenta quindi come un ultimo, ma non conclusivo, tassello di questa riproposta del loro lavoro, iniziata dieci anni fa con Lumière! La scoperta del cinema, per permettere al pubblico contemporaneo di capire l’impeccabile scrittura della realtà che gli inventori del cinematografo, in particolare Louis, hanno praticato con le loro vedute.

Lumière – L’avventura del cinema, nelle sale dal 3 aprile (distribuiscono Cineteca di Bologna e Lucky Red) ne rappresenta l’obiettivo. Centoventi vedute, quasi dimenticate dalla contemporaneità, raccontate nell’edizione italiana dalla voce off di Valerio Mastandrea. Appena cinquanta secondi: questa la durata di ogni film. Cinquanta secondi: un tempo sufficiente per una lezione di cinema. Ogni veduta, infatti, si dimostra un piccolo manuale da utilizzare per i più diversi scopi: lezioni di antropologia sulle abitudini dell’epoca; lezioni di storia sul  periodo a cavallo tra due secoli. Ma, soprattutto, lezioni di cinema: sull’uso della macchina da presa come occhio per scrivere la quotidianità; sui generi cinematografici, che spaziano da quella che sarà l’epopea western di John Ford, alla ripresa ad altezza tatami di Ozu, ai video di gattini che ormai regnano sovrani nei nostri feed.

I Lumière “prendono la vita normalmente, attraverso la posizione della macchina da presa la raccontano e ce la mostrano”, scoprendo ed inventando l’arte della regia interna all’inquadratura, superando i limiti imposti dal tempo e dalla fissità della ripresa, anzi, utilizzando quegli stessi limiti per sperimentare artisticamente con la loro invenzione, per poter “reiterare e ribadire che Louis (Lumière) sia stato sia un inventore che un cineasta” chiarisce Frémaux.

L’interno film è pervaso da questa incontrovertibile realtà, che indicherà una strada ben precisa nella storia del cinema. La seguiranno via via Rossellini, la Nouvelle Vague, Murnau, fino alla contemporaneità con Rohrwacher. Un cinema quindi che esiste tutt’ora e continua a produrre grandi opere.

L’opera di Frémaux è un piccolo regalo che viene fatto agli spettatori e alla storia del cinema. Un atto benevolo da parte di chi ha imparato ad amare il cinema Lumière “come cinefilo e non solo come storico del cinema”, che arriva anche ad ammette di avere “sempre in tasca questa chiavetta USB, in cui ci sono tutte le duemila vedute dei Lumière e li riguardo in continuazione”. Da settembre quei preziosi materiali saranno disponibili per tutti. Se i Lumière hanno riconsegnato nell’arte il quotidiano, resta a noi portare nel quotidiano la loro arte.


Valentina Scarfò

Tirocinante Università La Sapienza

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