Mio Zio Massimo che era Lucio Dalla. Questa è allegria doc al Biografilm Fest

In concorso al Biografilm di Bologna (passa il 14 giugno), “Quale allegria” di Francesco Frisari. Un racconto davvero inusuale che mette insieme memoria familiare, disabilità mentale e Lucio Dalla, con le sue canzoni-poesie a fare da colonna sonora. Un gioco di specchi nei quali si riconoscono non solo lo zio Massimo e Lucio, anche lui uomo bambino “che d’altronde ha fatto l’artista”, ma lo stesso regista, così affascinato da questi due personaggi da finire per somigliare ad entrambi. Un doc di contagiosa allegria …

 

Inizia con una bellissima e quanto mai attuale citazione del poeta bolognese Roberto Roversi – “la libertà è difficile e fa soffrire” – il documentario di Francesco Frisari Quale allegria, in concorso alla 21ma edizione di Biografilm Festival, in programma a Bologna dal 6 al 16 giugno.

Si tratta di un racconto davvero inusuale che in certi momenti ricorda i quadretti familiari in super8 degli anni 60, anche se realizzato con professionalità e maestria dal regista partendo dall’osservazione quotidiana dello zio Massimo, portatore di una grave disabilità cognitiva che ne limita i movimenti, la parola e la vista.

Quasi subito – dopo uno spaesamento iniziale – lo zio Massimo cattura l’attenzione e la simpatia dello spettatore con la sua ironia e una personalissima visione del mondo, mentre il regista è intento a recuperare i fili di una suggestione infantile, convinto com’era che suo zio e Lucio Dalla fossero la stessa persona.

Inizia così un continuo rimando alle posture, ai tic, alle frasi ma anche – e soprattutto – alle immagini di repertorio e alle memorie familiari dei due personaggi, in un gioco di specchi che diventa il vero protagonista del film. Specchi nei quali si riconoscono non solo Massimo e Lucio, anche lui uomo bambino “che d’altronde ha fatto l’artista”, ma lo stesso regista, così affascinato da questi due personaggi da finire per somigliare ad entrambi.

“Noi due abbiamo problemi con il vuoto delle vacanze”, confessa la voce fuori campo di Francesco Fisari, cogliendo in una semplice frase il labilissimo confine tra normalità e “a”-normalità, tra normalità e follia, fra stare bene in pace con se stessi ed essere vittime del proprio malessere. Ed è anche questa un’originale chiave poetica per entrare nel mondo della disabilità, capace di trasmettere l’essenza dell’empatia.

Le canzoni di Lucio Dalla, molte delle quali tra le meno conosciute, fanno da colonna sonora al progetto, concesse da Sony Music grazie alla collaborazione della Fondazione Lucio Dalla che ha fornito anche materiale audiovisivo insieme agli archivi Rai. Quale Allegria è prodotto da Fantomatica in collaborazione con Rai Cinema e Fondazione Home Movies, con il sostegno della Direzione Generale Cinema e audiovisivo e della Regione Emilia-Romagna, con il patrocinio di Legacoopsociali, dell’Università e del Comune di Bologna e con il sostegno di una rete di 25 tra associazioni e cooperative della disabilità.


Carlo Gnetti

giornalista e scrittore


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