Quando le dive erano nei cioccolatini. Da Pina Menichelli a Cate Blanchett (in un libro)

Pina Menichelli, Francesca Bertini, le grandi dive del muto erano anche nei cioccolatini. E sì le loro foto di scena erano allegate in omaggio alle scatole del cioccolato in maniera seriale, offrendo di ciascun film con loro protagoniste, l’intera trama e stampando sul retro di ciascuna foto un resumé di quanto avveniva in quella scena. La ricostruzione d’epoca nel libro, Cinema fondente (La mongolfiera, 2001) di Matilde Tortora, riflettendo sul divismo contemporaneo attraverso i social…

Seguendo alcune attrici sfilare in passerella sul tappeto rosso della 77 Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia che si è appena conclusa, ammirando il loro portamento, il loro charme, i vestiti che indossavano, mi sono venuti in mente alcune dive, le prime dive del cinema, quelle di un secolo fa e mi sono chiesta quale fosse stato il loro red carpet. Quale in anni in cui ancora non esistevano Festival di Cinema, il primo come ben sappiamo, è stato proprio quello di Venezia, cominciato nel 1932.

Vedendo sfilare l’attrice Cate Blanchett, che è stata presidente della giuria di Venezia e che senza dubbio è una diva, con vestiti, tranne il bizzarro tailleur che ad una manica della giacca aveva uno sbuffo di tulle, molto belli e portati con la dovuta nonchalance e un portamento ricco di fascino, mi sono tornate in mente Pina Menichelli e anche Francesca Bertini e alcune altre dive, le prime del nostro cinema.

Così sono andata a riguardarmi le foto che ritraevano Cate Blanchett in passerella sul sito della Biennale, ma queste foto sono disseminate e facilmente rinvenibili in tanti altri social e ripensando alla calca dei fotografi, al loro indirizzarsi a lei come se fosse una loro familiare “Cate, Cate…” per suggerirle pose in cui farsi da loro, tanti, ritrarre, mi sono pure domandata se per Pina Menichelli, se per Francesca Bertini e le dive di un secolo fa, ci fossero stati fotografi a ritrarle.

E pure il consueto loro chiamarle “Pina, Pina …”, “Francesca, Francesca…” come se fossero loro tanto familiari, da consentirsi il chiamarle per nome.
Ebbene sì, i fotografi ci furono anche allora, le molto foto ci furono pure, anche se mancava il red carpet per le une e per gli altri.
Ci sono giunte molte foto di scena di film di un secolo fa, che venivano fatte e destinate alle riviste di cinema, ai programmi di sala, agli esercenti e che anticipavano l’uscita dei film in cui erano protagoniste.
Quindi il loro red carpet era tanto virtuale già un secolo fa, quanto reale.

Alcune di queste foto erano anche colorate, se il film lo era, ovviamente con le tecniche di coloritura di allora in uso per la pellicola fotografica e per quella cinematografica.

Stessa posa per Cate Blnchett e Pina Menichelli ...

Immaginiamo tutti quanto si dovesse faticare per approntare un set fotografico presso un set cinematografico, posizionamento luci, cavi, frenesia, molti tecnici bravi altrettanto di quelli di oggi.

E ho ritrovato alcune di queste foto di scena addirittura abbinate a scatole di cioccolate che i produttori di vari tipi di cioccolato facevano stampare e inserivano in omaggio nelle scatole dei loro prodotti, in maniera seriale, dando di ciascun film con protagoniste queste dive, la trama indiziaria di un intero film e stampando sul retro di ciascuna foto un resumé di quanto avveniva in quella scena.

Ho intitolato un mio libro del 2001, Cinema Fondente e pare che io sia stata la prima a ritrovare e riassemblare queste foto che di vari film, alcuni non giunti a noi, restano testimonianza, anche grazie al cioccolato.
Cinema Fondente facendo riferimento appunto all’abbinamento con esso, ma anche al fondere di alcune pellicole che, essendo su supporti nitrati, a volte si sono fuse.

A riguardare queste foto di scena, a volte grandi come cartoline postali, a volte di formato più piccolo, viene fatto di dirsi quanto anche le dive di allora abbiamo, per fortuna, avuto tante fotografie, foto di scena (lo stesso accadeva per le attrici di teatro) e foto in studio. Si pensi che durante la prima guerra mondiale, milioni di cartoline di dive furono inviate ai soldati al fronte. Alcune di esse pure le ho ritrovate.
Dive in passerella, abiti indossati con maestria e voluttà, red carpet d’antan. E il cinema e i suoi protagonisti che risana, e che fin da subito risanò, ancora oggi sa risanarci, grazie alla bella e coraggiosa Mostra che si è appena conclusa, a Venezia.