“Questo è il mio ultimo album in italiano”. Le novelle in musica contro la guerra di Pivio

Il 24 gennaio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, un concerto diventa occasione per presentare un progetto che va oltre la dimensione musicale e si configura come un vero e proprio oggetto narrativo: Questo è il mio ultimo album in italiano. Un disco, ma anche un libro. Nove canzoni e nove racconti di guerra, pensati come parti di un unico corpo espressivo, in cui il suono e la parola scritta si riflettono, si rincorrono e si completano.

Al centro del progetto c’è Pivio, compositore da sempre abituato a pensare la musica come racconto, come struttura drammaturgica. Il vinile, infatti,  è accompagnato da un booklet che non svolge una funzione accessoria o illustrativa, ma contiene una raccolta di novelle ispirate ai brani musicali. Non si tratta di semplici testi di commento: i racconti hanno autonomia narrativa, ma nascono dallo stesso immaginario che attraversa le canzoni. È un lavoro che invita l’ascoltatore a diventare anche lettore, e il lettore a tornare all’ascolto con uno sguardo diverso, più profondo, stratificato.

Il percorso di Pivio attraverso le colonne sonore ha affinato una sensibilità particolare per il tempo, per il silenzio, per la relazione tra emozione e immagine, tra suono e senso. In questo album-libro, quell’esperienza emerge in modo evidente: ogni canzone sembra già portare con sé una scena, un contesto, una voce che potrebbe appartenere a un personaggio. I racconti, a loro volta, conservano una forte musicalità interna, un ritmo che sembra chiedere di essere ascoltato oltre che letto.

Il tema della guerra attraversa l’intero lavoro, ma non come cronaca o ricostruzione storica. La guerra è soprattutto uno spazio umano, morale, intimo. È il luogo in cui si rivelano fragilità, contraddizioni, scelte estreme. Le storie raccontate non cercano l’epica, né l’enfasi retorica: si concentrano piuttosto sui dettagli, sui gesti minimi, sulle conseguenze che il conflitto lascia nei corpi e nelle coscienze. Allo stesso modo, le canzoni non illustrano i racconti, ma ne condividono l’atmosfera, la tensione emotiva, il senso di sospensione.

Definire questo lavoro “l’ultimo album in italiano” non suona come una dichiarazione provocatoria, ma come una presa di posizione consapevole. È un gesto che parla di bilanci, di necessità espressive, forse anche di libertà. Un progetto che non rincorre l’attualità, ma sceglie la forma lunga, il tempo dell’ascolto e della lettura, chiedendo attenzione e partecipazione.

La presentazione dal vivo, nel contesto di un concerto romano, restituisce al progetto la sua dimensione originaria: quella dell’incontro. La musica torna a essere esperienza condivisa, mentre le parole continuano a risuonare anche quando il suono si ferma. Questo è il mio ultimo album in italiano chiede di essere ascoltato come un racconto ascoltato al buio, come una musica che continua a parlare anche dopo l’ultima nota.

Aldo De Scalzi, Motta, Raiz, Teho Teardo, Pasquale Catalano, Claudio Carboni, Luca Cresta, Barbara Eramo, Giovanni Lo Cascio, Paolo Modugno, Alessandro Molinari e Ginevra Nervi sono tra le molte special guest che canteranno e suoneranno insieme Pivio sul palco dell’Auditorium.

L’album sarà presentato anche al Music Day Roma domenica 8 febbraio (ore 12.00 – Hotel Mercure Roma West – Via Eroi di Cefalonia, 301).


Ivan Selva

Ivàn (si legge Ivàn) Selva è fotografo e docente di audiovisivo. Si occupa di linguaggi dell’immagine e scrive di cinema, con particolare attenzione al rapporto tra realtà e rappresentazione.


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