“R#J”: Romeo e Giulietta 2.0, antirazzisti e… telematici

«Ci sono state molte versioni di Romeo e Giulietta, ma mai una come questa», afferma Carey Williams, regista di un nuovo adattamento della celeberrima tragedia shakespeariana. E probabilmente ha ragione: non solo perché vedremo al cinema un Romeo afroamericano, ma perché la vicenda dei due innamorati sarà raccontata in modalità Screenlife, ovvero attraverso gli schermi, le app e lo sguardo dei moderni dispositivi di comunicazione telematica, come laptop e smartphone.

Il progetto, che (come riporta l’esclusiva di Variety) ha come titolo di lavorazione R#J, è infatti opera della Interface Films, società fondata dai due pionieri del cinema in Screenlife, Timur Bekmambetov e Igor Tsay.  Il primo è tra i produttori dell’horror Unfriended (2015), dove l’incubo di alcuni ragazzi (che tocca il tema della condivisione online di materiali privati senza consenso) è tutto mostrato attraverso le schermate di video e chat sul web.

Bekmambetov e Tsay hanno poi prodotto insieme il dramma Searching (2018), dove John Cho è un padre in ricerca della figlia scomparsa attraverso i meandri del web. Ora i due produttori hanno deciso di applicare l’innovativo formato anche all’adattamento di un classico letterario come Romeo e Giulietta.

E, proseguendo nel solco di chi ha già rotto schemi (e stereotipi) etnici tradizionali della vicenda- come Baz Luhrmann col suo Romeo + Giulietta di William Shakespeare (1996) o Aleta Chappelle col recente Romeo and Juliet in Harlem (2017)- stavolta il personaggio di Romeo sarà interpretato da un attore afroamericano, il giovane Camaron Engels (noto per la serie teen-comedy Netflix Malibu Rescue).

A impersonare Giulietta sarà invece Francesca Noel, già nel cast di Selah and the Spades (teen-drama che vedremo prossimamente su Prime Video). Il regista Williams, nuovo talento del cinema indipendente americano (il suo corto Emergency è stato premiato al Sundance 2018), ha commentato a proposito della scelta di casting: «Sono emozionato al pensiero di dare alle persone di colore l’opportunità di vedersi sullo schermo in questi ruoli iconici».

I due produttori hanno sottolineato come, nella situazione inedita determinatasi con la pandemia, proprio lo Screenlife si riveli un formato particolarmente in sintonia con lo spirito del tempo, se non addirittura «il modo migliore per raccontare storie nei film oggi» (come ha detto Tsay): esso infatti risponde alla necessità di «cercare modi sicuri e creativi» di fare cinema in questo momento, offrendo emblematicamente «il riflesso e il termometro della realtà attuale».


Emanuele Bucci

Libero scrittore, autore del romanzo "I Peccatori" (2015), divulgatore di cinema, letteratura e altra creatività.

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