Tagli al cinema italiano, aumenti a quello straniero. Gli autori contro il nuovo decreto Mic

Stavolta ci sono proprio tutti, anche quelli più restii a firmare appelli. Da Paolo Sorrentino a Giuseppe Tornatore, da Nanni Moretti a Pupi Avati e l’elenco – già a 200 firmatari – è in costante crescita. Parliamo della lettera aperta, meglio dell’allarme lanciato dagli autori contro il Decreto ministeriale che taglia 90 milioni alla produzione italiana e fa salire da 40 a 100 milioni la quota del tax credit dedicata ai film stranieri girati in Italia. “Patrioti di quale patria” si chiedono gli autori. Così si uccide il cinema italiano …

"Umberto di D." capolavoro di Vittorio De Sica, la scena dell'elemosina
“Umberto di D.” capolavoro di Vittorio De Sica, la scena dell’elemosina

Già scorrendo i nomi si avverte l’insolita gravità della situazione. Nomi che difficilmente si leggono tra quelli in sostegno delle iniziative collettive anche se in difesa del cinema italiano fatto a pezzi da mercato e governo. Ebbene tra i primi firmatari dell’appello c’è Paolo Sorrentino, poi ancora due premi Oscar, Giuseppe Tornatore e Nicola Piovani e la lista è lunga, oltre 200 firme tra cui quelle di Pupi Avati, Nanni Moretti, Marco Bellocchio, Gabriele Muccino e tante altre ancora ne stanno arrivanto.

È la ptotesta, anzi un vero e proprio grido dall’allarme che l’intero comparto del cinema – stavolta davvero compatto-, lancia contro il “Decreto ministeriale per la ripartizione delle risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo” che non solo taglia i fondi dai 696 milioni di euro del 2025 ai 606 milioni del 2026.

Ma cosa ancora più irricevibile mentre le risorse del Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo subiscono un taglio di 90 milioni, sale da 40 a 100 milioni la quota del tax credit dedicata ai film stranieri girati in Italia.

Patrioti, ma di quale patria? s’interrogano gli autori in questa lettera aperta promossa da 100autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC e WGI.

“Il Governo – si legge nel comunicato delle associazioni di settore – decide di raddoppiare la spesa per l’attrazione delle produzioni estere, e diminuire di due terzi i fondi erogati dal Ministero della Cultura per il finanziamento di scrittura, sviluppo, produzione e distribuzione dei progetti audiovisivi italiani di particolare qualità artistica, dei documentari e delle opere di animazione”.

Così si uccide il nostro cinema, tuonano all’unanimità. “Noi – sceneggiatori, sceneggiatrici, registe, registi, attori, attrici, compositori, compositrici, adattatori e adattatrici – siamo fermamente contrari a questa scelta iniqua, che ci preoccupa particolarmente perché arriva nel momento in cui si sta discutendo anche una nuova legge di sistema, che determinerà le sorti del cinema italiano per i prossimi decenni. Rivendichiamo con forza che tale riforma dovrà avere al proprio centro la creatività italiana, espressione dell’impegno di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore. Perché non c’è Italia senza Cinema”.

Per aderire all’appello, scrivere a
coordinamentoautoriautrici@gmail.com
indicando nel messaggio nome, cognome e ruolo professionale. Per leggere l’elenco aggiornato delle adesioni consultare il link
https://tinyurl.com/autori-autrici

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