Berlino 70: Jeremy Irons presidente di giuria

Per la sua settantesima edizione, il Festival Internazionale dei Film di Berlino (dal 20 febbraio al 1 marzo 2020) ha scelto il presidente della giuria: Jeremy Irons.

L’acclamato attore britannico, premio Oscar (oltre che Golden Globe e David di Donatello) per la sua performance ne Il mistero Von Bulow (Reversal of Fortune, 1990) si è detto felice e onorato per l’importante ruolo in un festival che, commenta, «ammiro da molto tempo e ho sempre frequentato con piacere».

Irons, afferma il direttore artistico della Berlinale Carlo Chatrian, «con il suo stile originale ha incarnato personaggi iconici che mi hanno accompagnato nel viaggio attraverso il cinema, rendendomi consapevole della complessità degli esseri umani. Il suo talento e le scelte che ha fatto sia come artista sia come cittadino mi rendono orgoglioso di accoglierlo come presidente della giuria».

E certamente molti, sia tra il grande pubblico che tra i critici, sottoscriverebbero le parole di Chatrian. La carriera di Irons nel mondo del cinema si segnala da ormai quarant’anni per la capacità di dare vita a personaggi complessi in grado di imprimersi nella memoria di chiunque: dal padre gesuita di Mission (The Mission, 1986) allo shakespeariano Antonio del Mercante di Venezia (The Merchant of Venice, 2004) passando per l’Esteban de La casa degli spiriti (The House of the Spirits, 1993).

La filmografia di Irons vanta collaborazioni con alcuni dei maggiori autori del cinema mondiale (Cronenberg, Bertolucci, Lynch), nonché incursioni notevoli nel doppiaggio (pensiamo allo Scar dell’originale Il Re Leone, 1994) e nella serialità televisiva (il recentissimo ruolo dell’antieroe Ozymandias nella trasposizione HBO del fumetto Watchmen). Ma, come ci ha ricordato il direttore della Berlinale, Irons è anche cittadino impegnato nel sociale, in particolare come ambasciatore FAO, carica di cui è stato investito nel 2011.


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