“Operazione vendetta” al cinema. Quando il thriller piace vecchia maniera

Al cinema dal 10 aprile (per The Walt Disney Company Italia) “Operazione vendetta” del britannico James Hawes. Basato sul romanzo di Robert Littell, già portato al cinema nel 1981 da Charles Jarrot, il fillm è un thriller vecchia maniera con protagonista Rami Malek, agente della Cia e vendicatore solitario. Ben oliato nei meccanismi di suspense ma scontato dall’inizio alla fine …

Nelle sale italiane dal 10 aprile, il film Operazione vendetta, thriller vecchia maniera della 20th Century Fox, tratto dal romanzo, The Amateur del decano della letteratura di spionaggio americana Robert Littell. Alla regia James Hawes che torna allo spionaggio dopo aver diretto alcune puntate della serie culto Apple Tv Slow Horses, adattamento del romanzo di Mick Herron, con Gary Oldman a capo del team dell’intelligence britannica, relegato ai piani più bassi per gli errori commessi.

Qui, invece, in Operazione vendetta, la storia – non proprio originale – vede protagonista Charlie Heller, un nerd non di primissimo pelo che lavora nella sezione decodifica al settimo piano interrato della Cia. Quando la moglie viene uccisa in un attentato terroristico a Londra, Charlie decide di vendicare di persona i responsabili dell’omicidio, dopo aver chiesto inutilmente il sostegno dell’Agenzia che nasconde ai piani alti qualche scheletro nell’armadio.

Da qui prende il via una serie di scorribande in giro per l’Europa, da Parigi a Istanbul, da Marsiglia a Primorsk (porto russo che si affaccia nel golfo di Finlandia), alla ricerca dei colpevoli che il protagonista riesce a scovare e a uccidere uno alla volta sfruttando la sua intelligenza e la competenza tecnologica in un crescendo di inverosimiglianza e di violenza.

Rami Malek (Bohemian Rhapsody) presta al protagonista di un film ben oliato nei meccanismi di suspense ma scontato dall’inizio alla fine il suo volto che non raggiunge mai il top dell’espressività, ma almeno è sufficientemente credibile da non essere subito identificato come yankee in cerca di guai nei vicoli e negli angiporti delle città visitate.

Non pervenuti i comprimari, a parte Laurence Fishburne nei panni dell’addestratore pagato sempre dalla Cia e dal ruolo ambiguo, che riesce non si sa come a sopravvivere a un colpo di pistola sparato a bruciapelo e a ricomparire nel finale senza spiegare esattamente da che parte sta.

Delle storie di spionaggio legate soprattutto alla Guerra Fredda che ha seguito da reporter, Robert Littell, giornalista e scrittore nato a Brooklyn nel 1935, ha fatto il suo cavallo di battaglia. Autore prolifico, tradotto in tutto il mondo Italia compresa, non è la prma volta che vede i suoi romanzi adattati al piccolo e grande schermo.

The Amateur è già arrivato al cinema nel 1981 col titolo Computer per un omicidio, regia di Charles Jarrot e sceneggiatura firmata dallo stesso scrittore. Mentre The Company, altra storia di spionaggio, è diventata nel 2007 una serie tv per la regia di Mikael Salomon.

 


Carlo Gnetti

giornalista e scrittore

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