La grande bellezza di un amico. Ciao Stefano il cinema italiano perde il suo grande narratore
Nella sera dell’11 aprile ci ha lasciati Stefano Amadio, 60 anni appena compiuti, giornalista, critico cinematografico, direttore di festival, regista e direttore di Cinemaitaliano.info, di cui è stato anche fondatore, sito di riferimento per l’intero comparto di addetti ai lavori e pubblico. Stefano aveva un talento comico naturale, ma viceversa sul lavoro era capace di una severità e di una serietà professionale come pochi. Anzi, s’indignava fino all’incazzatura di fronte ad approsimazione ed arroganza. Tante le sue amicizie. Ma comunque scelte una per una. Stefano non era l'”amicone di tutti”. Ma quando ti sceglieva la sua generosità non aveva limiti…

È stato tante cose Stefano Amadio che ci ha lasciati troppo presto l’11 aprile a 60 appena compiuti (è nato a Roma il 29 marzo 1965), stremato da una malattia feroce. Giornalista, critico cinematografico, direttore di festival, regista, eppure Stefano avrebbe benissimo potuto fare il comico. Era un talento naturale il suo. Condito di ironia pungente, con cui era capace di smontare chiunque si desse troppa importanza. Irresistibile, che stargli accanto nelle tante proiezioni stampa o ai festival, se si trattava poi di film non destinati a passare alla storia, significava sghignazzare fino alle lacrime (Umorista sarà lei, del resto è il suo doc omaggio ad Achille Campanile).
Così come durante pranzi, cene e cazzeggi tra amici. Era anche un buongustaio e un bravo cuoco (“l’olietto buono” lo faceva lui stesso nella campagna in Sabina). Quella sua terrazza alla Pineta Sacchetti di serate così ne ha accolte tante. Ma, viceversa, quando si trattava di lavoro era capace di una severità e di una serietà professionale come pochi. Stefano si indignava. Di fronte all’approsimazione e all’arroganza, s’indignava fino all’incazzatura. Non solo nel cinema ma anche nei rapporti personali. Le sue amicizie era tante. Ma comunque scelte una per una. Stefano non era l'”amicone di tutti”. Anzi. Ma quando ti sceglieva la sua generosità non aveva limiti.
Con un background da giornalista televisivo nei ’90 (negli anni d’oro di TMC, Videomusic, RaiSat), reportage dalla Russia, dalla ex Yugoslavia, dall‘Ungheria oltre che dagli Usa (è del ’98 Armi facili, doc sulla diffusione delle armi da fuoco tra i giovani americani) Stefano arriva al cinema dove è cresciuto da figlio d’arte (senza mai vantarsene, anzi riservatissimo sul tema). Silvio Amadio, suo papà, è uno di quei registi che col genere hanno riempito i cinema tra i Sessanta e i Settanta, senza dimenticare però l’impegno, anche ai vertici dell’ANAC. Manuela Kustermann è sua cugina, l’Ofelia di Carmelo Bene e il teatro delle cantine è anche un altro mondo tutto da scoprire.
Stefano alla regia cinematografica (a parte un horror, Mala Tempora) però, preferisce raccontarlo il cinema, da cronista e da critico. Cinemaitaliano.info di cui partecipa alla nascita (circa 25 anni fa) e di cui è stato direttore responsabile fino a ieri è il sito di riferimento per tutti gli addetti ai lavori. Un vero e proprio database dell’intero cinema italiano, un archivio imprecindibile che ha aperto la strada a tutti i siti di cinema che verranno, imitandone la geniale idea di partenza (l’archivio) di cui è stato il vero pioniere (anche per realizzare queste nostre pagine web ci siamo rivolti a lui per i consigli).
Stefano è stato anche un grande appassionato tennista, un grande amico e un grande papà. Alla figlia Maddalena il nostro abbraccio più forte.
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