Aspettando Bookciak, Azione! cominciamo dai libri. Quelle poesie come foto di Berengo Gardin

Vi presentiamo “Istà”, raccolta di poesie di Andrea Longega (Pordenonelegge-Samuele Editore 2024) tra i libri vincitori di Bookciak Legge 2025, la cui premiazione si svolgerà il 16 aprile alla Casa delle letterature di Roma. Alle sue pagine saranno ispirati i bookciak 2025 di cui scopriremo i vincitori il 5 e 6 settembre nell’ambito di Bookciak, Azione! evento in chiusura delle Giornate degli autori veneziane. Poesie in veneziano, città dell’autore, che narrano di una vacanza in Grecia e non solo. “Scatti” in bianco e nero, come richiede la scrittura, anche se spesso illuminati da schizzi di colore che con le foto di Gianni Berengo Gardin hanno non poche affinità…

Mentre mi stavo inoltrando nel poetico incontro con Istà di Andrea Longega, uscito nella Collana Giallo Oro di Pordenonelegge-Samuele Editore, 106 pagine in veneziano purissimo che per fortuna io capisco benissimo, grazie al mio quarto componente genetico, ma che ai più è offerto qui con allegata traduzione in italiano, insomma, mentre ero già arrivata alla pag. 26, che corrisponde e chiude la vacanza in Grecia del 2019, primo anno scandito, ma ce ne sono altri quattro di suo puntuale ritorno a Creta fino al 2023, mi è capitata una cosa assai curiosa.

Per caso avevo la tv accesa su Rai5 e la faccia simpatica di Gianni Berengo Gardin, mi ha distratto del tutto.
Gironzolava – insieme a quel “curioso tra i libri degli altri” di Edoardo Albinati – che per fortuna addolcisce le sue visite e le sue interviste con regalini speciali che tira fuori ogni tanto da una borsa – per la sua casa studio, “museo” di collezioni di viaggi di ogni tipo, di tutte i suoi “strumenti” (tutte le sue Laika, a cominciare dalla prima: quella della sua mamma, ma anche i suoi attrezzi di bricoleur che ha tinto in rosso lacca) e soprattutto di libri di fotografia suoi e di altri grandi.

“Sono un realista – ci racconta Gianni – e ho imparato il mio mestiere dai libri. Non ho fatto nessuna scuola. E il mio vero maestro è stato Willy Ronis. L’ho conosciuto da ragazzo a Parigi dove facevo il cameriere e da lui ho imparato la tecnica. È morto a 100 anni cadendo dal letto. Io ne ho 86 e spero di guadagnarmi il suo traguardo”.

Non so se gli anni li raggiungerà, ma di sicuro da sempre ha raggiunto lo sguardo. Che, come ha scritto Ronis, “si ha o non si ha”.
“Io dico sempre – proseguiamo con Berengo Gardin – che non sono un artista, la mia capacità è quella di captare il momento. La fotografia la fanno i fotografati. Io sono solo un testimone della mia epoca e le mie sono foto di constatazione”.

Purtroppo anche di quella di Venezia – con cui da sempre ha un rapporto di amore e frequentazione: lì il padre aveva un negozio di perline”- a cui ha dedicato dieci libri. L’ultimo è Venezia e le Navi. Strepitose immagini, come sempre soltanto in bianco e nero “Perché io sono nato col cinema in bianco e nero”.

Ma torniamo a Longega, poeta veneziano che vive a Murano. Ho continuato a seguire i suoi “scatti” in bianco e nero, come richiede la scrittura, anche se spesso illuminati da schizzi di colore, fino alla pag. 206. E mi sembra davvero che la sua poesia, con le foto di Gianni Berengo Gardin, abbia non poche affinità.


Marina Pertile

giornalista

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