La resistenza fatta dai ragazzini. Susanna Nicchiarelli fa i “Fuochi d’artificio” per il 25 aprile di Rai1
Su RaiPlay dal 13 aprile le prime due puntate. Poi l’insieme delle sei su Rai1, in prima serata, il 15, 22 e 25 aprile . È “Fuochi d’artificio” la serie firmata da Susanna Nicchiarelli, tratta dall’omonimo romanzo per ragazzi di Andrea Bouchard (che collabora alla scenegiature). Quattro ragazzini nelle valli delle Alpi torinesi durante l’ultimo anno di guerra che scelgono di sostenere a modo loro la lotta partigiana. Un mix di ingenuità, leggerezza e suspense alla “Piccoli brividi”. Bello, comunque, che siano le storie dei partigiani ad arrivare – speriamo – anche ai ragazzini di oggi, soprattutto in questi tempi pronti a ritingersi di nero …

La Resistenza spiegata ai ragazzini. Anzi, fatta dai ragazzini. Che poi è stato vero anche questo per moltissimi. Qui però col candore e l’entusiasmo di quattro adolescenti appena, capaci di trasformare in avventure alla Piccoli brividi incursioni nei comandi nazisti, sabotaggi, decriptaggio di messaggi in codice e il più tradizionale, ma non meno pericoloso, lavoro di staffetta. E tutto a ritmo di jazz, la musica proibita, da ascoltare e ballare di nascosto. Allora, un atto di resistenza anche questo.
È Fuochi d’artificio, serie evento per il 25 aprile targata Fandango – Matrioska e RaiFiction che Susanna Nicchiarelli ha tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Bouchard – “una folgorazione” racconta – tra le firme più popolari della letteratura per ragazzi. Maestro elementare e autore di spettacoli per bambini e molti romanzi per l’infanzia (come questo), Bouchard nel suo libro del 2015 (da aprile nuovamente in libreria sempre per Salani) attinge alle memorie d’infanzia, i racconti ambientati nelle valli torinesi da dove proviene la sua famiglia e che, negli ultimi due anni della seconda guerra mondiale, sono stati scenario di aspri combattimenti tra partigiani e nazi-fascisti. Racconti che ascoltava da bambino, comprese le azioni di quello zio partigiano, medaglia d’oro, valdese e alpinista che la Liberazione non è arrivato a vederla, fucilato nel 1944.

Come in un passaggio di testimone – e un salto di almeno un paio di generazioni – è bello che siano proprio le storie dei partigiani ad arrivare – speriamo – anche ai ragazzini di oggi, soprattutto in questi tempi pronti a ritingersi di nero. Marta, Davide, Sara e Marco sono i quattro protagonisti che, in sei episodi – tre serate in onda su Rai1 il 15, 22, 25 aprile -, raccontano quell’ultimo anno di guerra in cui, cominciando quasi per gioco, si ritrovano veramente ad aiutare i partigiani della valle, con azioni di sabotaggio determinanti, fino ad arrivare al momento della Liberazione. Illuminata dai fuochi d’artificio.
In maggioranza figli di antifascisti, coi fratelli già saliti in montagna, madri riparate all’estero e padri in prima linea, nonostante l’impiego alla Fiat, i quattro ragazzini (tra i 12 e i 13 anni), Sandokan è il loro nome di battaglia (in omaggio a C’eravamo tanto amati?), non hanno dubbi da che parte stare. I dubbi sono in che modo. Marta usa il jazz, per esempio, e tutta la sua impulsività per entrare nel comando nazista. Suo fratello Davide, il primo della classe, tutta la sua intelligenza per decriptare i messaggi in codice e fare piani contro il nemico. Nel mezzo ci sono anche i primi innamoramenti e le gelosie in cui Marco e Sara, soprattutto, si ritrovano coinvolti. Oltre alle risate, gli scherzi e tutto quello che vuol dire crescere.
La storia è letta ad altezza di ragazzino. Con un mix di ingenuità e leggerezza che mette in campo istanze pacifiste (Marta nonostante le azioni coraggiose si rifiuta di portare armi), emancipazione femminile (il ruolo delle donne nella resistenza, e anche di Marta, bambina più coraggiosa dei “maschi”) e risse e spintoni tra i partigiani comunisti e quelli di Giustizia e libertà. Con quelli comunisti più avvezzi a menar le mani.
Nel cast tra gli adulti figurano Carla Signoris, Bebo Storti (i nonni di Marta), Paolo Briguglia, Barbara Ronchi, Francesco Centorame. Più i giovanissimi Anna Losano, Luca Charles Brucini, Carlotta Dosi e Lorenzo Enrico nei panni dei piccoli protagonisti, non tutti – decisamente – destinati ad un futuro da attori.
Scritto da Marianna Cappi, la stessa Nicchiarelli con la collaborazione di Andrea Bouchard, Fuochi d’artificio si propone, almeno nelle intenzioni della regista di Miss Marx, come un prodotto da condividere tra nonni, figli e nipotini. Intanto un assaggio (i primi due episodi) andrà in anteprima su RaiPlay il 13 aprile. Senza il vincolo dell’orario di messa in onda magari sarà più facile mettere insieme nonni, figli e nipotini.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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