Addio Claude Lanzmann, regista partigiano. Una vita dalla parte della memoria
Si è spento a Parigi a 92 anni, Claude Lanzmann, giornalista e scrittore che ha dedicato la vita a tener viva la memoria dell’Olocausto. Il suo film-fiume, “Shoah”, è diventato oggetto di studio e seminari in tutto il mondo. Diresse per molti anni la rivista politica “Les Temps Modernes”, fondata insieme a Jean-Paul Sartre . Il suo ultimo film, appena uscito in Francia, è “Les quatre soeurs” …

Se n’è andato il 5 luglio a Parigi, Claude Lanzmann, regista, giornalista e, soprattutto, grande testimone dell’Olocausto. Figlio di ebrei bielorussi immigrati in Francia, è nato a Parigi nel 1925 e a 17 anni si unisce alla Resistenza francese contro i nazisti.
Nel 1970 sceglie il cinema col film, Pourquoi Israël, prodromo di quella che sarà la sua opera più significativa e a cui dedicherà 11 anni di lavoro: Shoah (1985). Il film-fiume, della durata di dieci ore, girato in Polonia, che racconta il dramma dell’Olocausto, attraverso interviste ai sopravvissuti, ex SS e gente del luogo, divenunto oggetto di studio e seminari in tutto il mondo.
Amico di Jean-Paul Sartre con cui ha fondato la rivista politica “Les Temps Modernes”, di cui per anni è stato direttore, Claude Lanzmann realizzerà in seguito Tsahal (1994), ultimo capitolo della trilogia, seguono Un vivo che passa (1997), Sobibor – 14 ottobre 1943, ore 16.00 (2001) o L’ultimo ingiusto. Pochi giorni fa, in Francia, è uscito il suo ultimo film: Les quatre soeurs (Le quattro sorelle), film in quattro parti, dedicato a quattro donne sopravvissute ai lager che il regista aveva incontrato durante la lavorazione di Shoah.
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