Addio Franco Ferrarotti una vita per la sociologia. E anche poeta

È scomparso a 98 anni Franco Ferrarotti, per tutti il padre della sociologia italiana. Professore di sociologia all’università La Sapienza di Roma fino al 2002, è stato anche deputato nel Parlamento per la terza legislatura, eletto per il Movimento di Comunità. Nel 2005 è stato nominato Cavaliere di gran croce.
Era nato a Palazzolo Vercellese il 7 aprile del 1926. Ferrarotti ha insegnato in numerose università straniere, specialmente nordamericane. È stato fra i fondatori del Consiglio dei Comuni d’Europa a Ginevra nel 1949; direttore dei progetti di ricerca sociologica presso l’Oece (ora OCSE) a Parigi nel 1958-59.
Fra le sue opere principali, Sindacati e potere (1954); La protesta operaia (1955); La sociologia come partecipazione (1961); Max Weber e il destino della ragione (1965); Trattato di sociologia (1968); Roma da capitale a periferia (1970); La sociologia del potere (1972); Vite di baraccati (1974); Studenti, scuola, sistema (1976); Giovani e droga (1977). Fondatore, con Nicola Abbagnano, dei Quaderni di sociologia, ha diretto anche la rivista La critica sociologica.
Franco Ferrarotti è stato anche poeta. L’intera sua opera è stata pubblicata recentemente dalla casa editrice Gattomerlino di Piera Mattei , nella cui sede è stato lui stesso a presentare la raccolta, Poesie, nel corso di un indimenticabile pomeriggio di memorie e riflessioni sul futuro, da vero grande maestro.
16 Settembre 2015
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