Addio Paolo Ferrari, grande interprete tra “Nero Wolfe” e i fustini Dash

Si è spento a Roma dopo una lunga malattia Paolo Ferrari. Aveva 89 anni e una carriera lunga ottanta, cominciata da ragazzino sul set di Blasetti. D’allora non ha più smesso, passando dal cinema – anche come doppiatore – al teatro, alla tv e alla pubblicità – quella del detersivo – che lo ha reso una vera icona pop …

Paolo Ferrari e Tino Buazzelli in “Nero Wolfe”

Per il pubblico televisivo è stato soprattutto l’indimenticabile Archie Goodwin, detective e confidente del Nero Wolfe di Tino Buazzelli, nell’omonima serie in bianco e nero, dai romanzi di Rex Stout. Ma la sua lunghissima carriera l’ha visto soprattutto a teatro diretto dai più grandi, Giorgio Strehler e Luca Ronconi, a recitare Brecht. E ancora al cinema dove è stato anche dopppiatore.

Se n’è andato il 6 maggio a 89 anni, a Roma, Paolo Ferrari, straordinario e poliedrico interprete che ha accompagnato l’Italia attraverso 80 anni di spettacolo. Figlio del console italiano a Bruxelles (dove era nato il 26 febbraio del ’29) Ferrari aveva debuttato davvero ragazzino, a soli 9 anni, prima alla radio nei panni di un Balilla e poi con Alessandro Blasetti in Ettore Fioramosca, nel ’38.

Da allora non avrebbe più abbandonato la recitazione, proseguendo il suo percorso artistico con Brignone, Gallone Tofano e, ancora dopo la guerra, di nuovo con Blasetti (Fabiola, nei titoli figura come Tao Ferrari), Mattoli, Steno, Zeffirelli, per un totale di oltre quaranta film.

Al cinema, poi, regalerà anche la sua bella voce dal timbro confidenziale, come doppiatore di molti divi di Hollywood, Humphrey Bogart soprattutto, ma anche quella di Franco Citti in Accattone di Pasolini e quella di Jean-Louis Trintignant nel Sorpasso di Risi.

Con lo spot del detersivo, quello dello scambio dei fustini di cartone che poi si riutilizzavano riempiendoli di giocattoli o cianfrusaglie, Paolo Ferrari diventerà una vera e propria icona pop. “Niente glielo farebbe cambiare perché Dash lava così bianco che più bianco non si può”. E la tv era ancora in bianco e nero.