Al cinema sotto il segno di Tony Hawk, il king degli skaters

È lui, alla fine, il vero protagonista di “Slam, tutto per una ragazza”, il film di Andrea Molaioli tratto da Nick Hornby, in sala dal 23 marzo e dal 15 aprile su Netflix. Lui il re americano degli skaters, inventore di “trick” pazzeschi e vincitore di infiniti contest. Lui Tony Hawk che arriva in Italia con la sua “Bibbia” tutta da leggere, edita da Salani…

Il vero protagonista di Slam, tutto per una ragazza (leggi la recensione di Teresa Marchesi) è un libro. Ma non quello di Nick Hornby a cui si è ispirato Andrea Molaioli per il suo film, in sala dal 23 marzo (per Universal). Ma il libro di Tony Hawk, sì, Hawk: professione skater (Salani editore) praticamente la “Bibbia degli skater di tutto il mondo”, come recita il sottotitolo.

E in questo senso Slam potrebbe risultare un film di “nicchia”, perché in Italia a conoscere Tony Hawk sono davvero in pochi. Chi invece già dagli anni Novanta frequentava quei pazzi scatenati degli skaters, ai tempi una “nicchia”, lo ha sempre conosciuto come il “king Hawk”.

Tony Hawk è uno dei più famosi skater americani, già pro a 12 anni. Gli si attribuisce l’invenzione di quasi ottanta trick (particolari manovre acrobatiche), ha vinto 73 contest nel corso della sua carriera, ha fondato una sua società insieme allo skater Per Welinder: la Birdhouse.

Gli è stata addirittura dedicata una serie di videogame per la playstation Tony Hawk’s Pro Skater. Ed è famoso anche per il lavoro sociale che svolge con la Tony Hawk Foundation, diffondendo la cultura dello skate fra i ragazzi residenti nelle aree più periferiche e disagiate degli Usa.

Quindi, nel film, entriamo nel mondo degli skaters e, sopratutto, nella loro filosofia di vita. Dove “king Hawk” aleggia a mo’ di fantasma. Quasi ad indicare la strada a Sam, il protagonista, (col volto del giovane bello e bravo Ludovico Tersigni), che con il re dello skate ha in comune un sacco di esperienze. Comprese quella di diventare padre giovanissimo e chiudere l’ambito “trick 900” (quello “firmato” Tony Hawk nel ’99).

Fotografia innovativa, soprattutto nelle riprese stradali e negli skate park. Con tanto di suggestiva cartolina notturna della città eterna, in cui si possono riconoscere molti skaters della scena romana!

Qualche cliché di troppo (la famiglia borghese e quella proletaria), come pure una infelice battuta sessista per strappare facili risate (quella di Luca Marinelli nei panni del padre del protagonista) non tolgono spontaneità al racconto. Che nell’ambientazione romana trova un adattamento interessante, senza perdere il suo carattere internazionale (sarà su Netflix dal 15 aprile). Insomma, stavolta si esce dal cinema con il sorriso sulle labbra e un piacevole stupore. E non è poco visto il consueto e deludente livello delle commedie italiane.