Asterix & Obelix vanno (anche) in Cina. Ma il tocco di Guillaume Canet non basta

In sala dal 2 febbraio (con Notorious Pictures) “Asterix & Obelix – Il Regno di Mezzo” nuova avventura dei fantastici galli nati cinquant’anni fa dalle matite di René Goscinny e Albert Uderzo. Stavolta però il fumetto non c’è e verrà dopo l’uscita in sala. Con la regia di Guillaume Canet che si ricava anche il ruolo di Asterix, il film porta i protagonisti in Cina in aiuto di una bella principessa. Si tenta l’esperimento d’autore ma il suo tocco si sente poco, con trovate rituali e battute tiepide. Lontanissimo delle tante commedie spiritose che la Francia ci ha regalato negli ultimi anni…

Vite parallele, le nostre e quelle degli avventurosi, romantici e intramontabili eroi gallici, che nel quinto film non d’animazione, ambientato nel 50 a.C., si spingono fino alla Cina e cambiano registro. Anzi lo ribaltano.

L’ultimo film ispirato al fumetto realizzato alla fine degli anni 50 da René Goscinny e Albert Uderzo (quest’ultimo scomparso due anni fa), arriva nelle sale italiane il 2 febbraio con la regia di Guillaume Canet (Non dirlo a nessuno, 2006, Piccole bugie tra amici 2012, Il gioco delle coppie 2018), che oltre a essere co-sceneggiatore della storia con Julien Hervé e Philippe Mechelen, interpreta Asterix.

Una mano d’autore per una delle serie più popolari, con un budget sontuoso (oltre 60 milioni) e interpreti a cinque stelle. “Ho voluto fare un film all’altezza dei Galli”, scherza il regista in un’intervista. Non che le precedenti trasposizioni cinematografiche fossero a risparmio. D’altra parte in Francia Asterix e Obelix sono eroi nazionali, gli album hanno avuto tirature da 5 milioni di copie e l’onore di un conio sulla moneta da due euro.

Questa volta il film non è tratto da un fumetto, ma lo anticipa, l’album sarà in vendita poche settimane dopo l’uscita del film. Addio Gerard Depardieu, i braghettoni extralarge di Obelix cingono i fianchi di un irriconoscibile Jilles Lellouche. Il premio Oscar Marion Cotillard dà vita a una strepitosa Cleopatra. Il tormentato Cesare ha il volto scolpito di Vincent Cassel. (All’inizio Canet avrebbe voluto per sé la parte, ma l’amico Lellouche l’ha convinto che recitare nel ruolo dell’amante della sua vera partner, Marion Cotillard, era troppo). Il popolarissimo giocatore Zlatan Ibraimovich, nel ruolo di Caius Antivirus, è il combattente asso nella manica di Cesare.

A dare il via all’avventura è la principessa Sass-Yi, unica figlia dell’imperatrice della Cina, imprigionata dopo un colpo di mano del perfido Deng Tsin Quin. Aiutata da un mercante fenicio e dalla brava guardia del corpo Mai Wei, la bella principessa arriva fino al villaggio di Asterix e Obelix a chiedere aiuto. La trasferta in Cina per aiutare la famiglia della principessa e liberare il suo impero, è un viaggio che tocca l’Africa, supera il mare, il gelo e il deserto. E una volta giunti nel Regno di Mezzo dovranno vedersela anche con i Romani, attratti in Cina da mire espansionistiche.

Spettacolare (il carcere dove è imprigionata l’imperatrice cinese è straordinario, i combattimenti di Mai Wei sono divertenti, i cazzotti di Obelix sempre efficaci), con qualche sprazzo di romanticismo e riflessioni sull’amicizia, il film riesce più a commuovere che a far ridere.

Tra citazioni (Tolkien, l’Ultimo imperatore), parodie (sandali romani con le suole rosse come le Laboutin, bighe che paiono la mitica vespa lungo romantici panorami italiani) aspirazioni vegane e dubbi sugli effetti a lungo termine della pozione magica, tutto è un continuo rifarsi all’attualità. Ma nonostante l’abbondanza di riferimenti Il tocco dell’autore si sente poco, resta una fiaba nazional popolare con trovate rituali e battute tiepide. Lontanissima delle tante commedie spiritose che la Francia ci ha regalato negli ultimi anni.