Caso Weinstein: 23 anni di carcere (per stupro) all’ex boss di Hollywood

Il produttore americano Harvey Weinstein, già tristemente noto per le accuse di violenze e molestie sessuali (sulla cui onda è nato il Movimento #MeToo) rivoltegli da numerose donne (tra cui le attrici Asia Argento, Rose McGowan, Ashley Judd e Salma Hayek) è stato condannato a 23 anni di carcere.

Weinstein, già riconosciuto colpevole (il 24 febbraio) dalla Corte Suprema dello Stato di New York, dovrà infatti scontare (consecutivamente) vent’anni di reclusione per aggressione sessuale ai danni dell’ex assistente Miriam Haley (fatti avvenuti nel 2006) e altri tre per rapporto sessuale non consensuale ai danni dell’allora aspirante attrice Jessica Mann (fatti avvenuti nel 2013).

Il processo (iniziato il 6 gennaio) era basato sulle denunce delle due donne, ma nel corso del suo svolgimento si è avvalso di ulteriori testimonianze, tra cui quella dell’attrice Annabella Sciorra (I Soprano), che ha raccontato alla corte di essere stata violentata da Weinstein nei primi anni Novanta.

Quasi il massimo della pena prevista per il co-fondatore della Miramax. La vicenda si carica di un’importanza storica e simbolica, data la risonanza ottenuta dalle accuse contro Weinstein (e, a seguire, verso molte altre figure maschili del cinema americano), partite nell’autunno 2017 con le inchieste pubblicate sul New York Times e sul New Yorker. Accuse da cui ha avuto origine il movimento riunito attorno all’hashtag #MeToo, che ha posto e pone tuttora il gravissimo problema degli abusi sessuali nel mondo del cinema (e non solo).

Weinstein, prima di essere raggiunto dalle accuse culminate nella sentenza, era uno dei più influenti personaggi di Hollywood, produttore con la Miramax (poi Weinstein Company) di numerosi titoli di successo tra cui Pulp Fiction e Shakespeare in Love.

La difesa di Weinstein intende ricorrere in appello, sperando quanto meno in una riduzione della pena. Ma l’ex tycoon potrebbe, al contrario, essere presto raggiunto da nuove condanne: di prossimo avvio infatti un secondo processo, stavolta a Los Angeles, per molestie e stupro.

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