Chicago ’68, Nixon versus i giovani. Il film sul (vergognoso) processo farsa, gratis su Netflix

In visione gratuita su Netflix, fino alle 9 di domenica 21 febbraio, “Il processo ai Chicago 7 ” il film di Aaron Sorkin dedicato ad una delle pagine più nere della storia americana recente. Quando, nell’agosto ’68, durante una manifestazione pacifica contro la guerra in Vietnam la Guardia nazionale caricò ferocemente i manifestanti. Ne seguì un processo farsa (“il processo ai giovani”) contro i leader del movimento: in un colpo solo il governo Nixon tentava di eliminare l’opposizione sradicando la controcultura di sinistra attraverso l’incriminazione dei suoi protagonisti. Ne ricorre in questi giorni l’anniversario e il colosso dello streaming lo ricorda regalando la visione del film …

Non capita spesso che Netflix faccia regali, per cui sbrigatevi! Non perdano tempo quei pochi o tanti che non hanno ancora visto Il processo ai Chicago 7 (The trial of the Chicago 7), la pellicola del 2020 diretta da Aaron Sorkin e prodotta da Steven Spielberg: Netflix apre alla visione gratuita il film sul proprio canale YouTube (guarda qui) fino alle 9,00 di domenica 21 febbraio.

Aaron Sorkin è lo sceneggiatore della serie di culto West Wing, di The Newsroom e di The Social Network. Robetta da niente…
Chicago, 28 agosto 1968. La guerra del Vietnam impazza, i morti non si contano. L’escalation di mezzi e uomini con cui l’esercito americano cercava di fermare l’avanzata dei vietcong, si era rivelata fallimentare.

Negli USA le proteste in opposizione alla guerra stavano aumentando proporzionalmente al numero dei morti in battaglia. All’apice delle proteste il variegato e numeroso movimento si era dato appuntamento a Chicago, in occasione della convention del Partito Democratico.

Un gruppo di attivisti, espressione delle varie anime dell’arcipelago pacifista, guidava una manifestazione contro le scellerate strategie belliche e per spingere il Partito Democratico, di lì a poco impegnato nelle elezioni presidenziali (che saranno poi vinte dal repubblicano Nixon), ad impegnarsi per la fine della guerra.

Il prevedibile scontro tra manifestanti, polizia e Guardia Nazionale avvenne in diretta televisiva mostrando tutta la ferocia delle forze dell’ordine. Ma ciò che non era stato previsto era il processo/farsa, smaccatamente politico, che ne seguì. Le cronache progressiste dell’epoca lo definirono “il processo ai giovani”: in un colpo solo il governo del neo-eletto presidente Nixon tentava di eliminare l’opposizione sradicando la controcultura di sinistra attraverso l’incriminazione dei suoi leader, con pretestuose accuse di cospirazione e incitamento alla sommossa.

Gli accusati sono il carismatico, irascibile e irridente, Abbie Hoffman (Sacha Baron Cohen), esponente di spicco della controcultura americana; il suo amico e compagno di lotta Jerry Rubin (Jeremy Strong); il leader delle Panter nere Bobby Seale (Yahya Abdul-Mateen II); il giovane del fronte democratico Tom Hayden (Eddie Redmayne) e il suo collaboratore John Froines (Daniel Flaherty); il pacifista David Dellinger (John Carroll Lynch) e Lee Weiner (Noah Robbins). L’episodio verrà tramandato come una delle pagine più nere della recente storia americana, almeno fino ai giorni della presidenza Trump.

Il film di Sorkin, che rievoca fedelmente i drammatici fatti di Chicago rimanda infatti, in filigrana e senza forzature, all’oggi del movimento Black Lives Matter, delle violenze della polizia e ad un mandato presidenziale indecente, per fortuna concluso. E dire che all’epoca dell’uscita del film non erano ancora avvenuti i fatti di Capitol Hill e il vergognoso epilogo del mandato di Trump in occasione del subentro di Biden.

Perché Netflix abbia deciso di fare questo regalo poco importa. Una presa di posizione filo- Biden? Semplice marketing? A caval donato non si guarda in bocca. Vediamoci o rivediamoci un film importante e stop.

Poi, magari un giorno potremo rivedere anche America, America dove vai? (Medium Cool del 1969) bellissimo film girato a caldo sui giorni della Convention di Chicago del 1968 inserito dalla Biblioteca del Congresso statunitense nel National Film Registry degli Stati Uniti perché “significativo da un punto di vista culturale, storico o estetico”.