Cinema Paradiso ai tempi di Mao. Il nuovo Zhang Yimou arriva al cinema

Arriva in sala dal 16 dicembre (per Fenix Entertainment e Europictures) “One Second” l’ultimo film di Zhang Yimou rimasto impigliato nelle maglie della patria censura (ritirato all’ultimo momento dalla Berlinale) e ispirato al racconto (inedito in Italia) della sua sodale scrittrice Geling Yan (“The Criminal Lu Yanshi”). Un “Cinema Paradiso” d’Oriente ambientato negli anni della Rivoluzione Culturale in Cina. Passato alla Festa di Roma …

Lei, l’orfanella Liu (la deliziosa Liu Haocun) è una sorta di Gelsomina-Masina decisamente più carina e di sicuro non ingenua, ma parecchio scafata e pronta all’auto-difesa.

Lui, Zhang (l’ottimo Zhang Yi), è un detenuto scappato dalla galera rieducativa e punitiva dell’era Mao.
Entrambi magri come chiodi, scarmigliati e vestiti di stracci simili assai, si danno un bel po’ di botte inseguendosi nel deserto ventoso del Gansu, nel Nord Ovest della Cina, con le sue dune di sabbia dorata, ma insidiosa, per rubarsi due pizze.

Non per ragioni alimentari, ma di cuore.
Sono pizze di film che in questo Cinema Paradiso d’Oriente che ci propone Zhang Yimou, pronto dal 2019, e fermo non per Covid, ma per censura di Patria, sta finalmente muovendo i primi passi in Europa.

Lei, più che al cinema, è interessata alla pellicola. Vuole la pizza per trasformarla in paralume (pare che fosse all’epoca da quelle parti di moda) e permettere al fratellino piccolo di leggere.

Lui, più che il film, vuole vedere a tutti i costi il cinegiornale che è nella pizza 22. Dove qualcuno gli ha scritto che potrebbe vedere la sua bambina ripresa mentre, per la Patria, lavora senza posa.

Un buon esempio, insieme ad altri, per il popolo. Una perfetta propaganda.
Anche se pare che la bimba sia poi, per questo, morta di fatica.
Il tutto in un paesotto isolato dove l’unica vera gioia della gente è radunarsi al cinematografo dove il signor Mr.Film, tra tutti l’unico paffuto e ben vestito, proietta il cinema che arriva. In questo caso un film di guerra tratto dal romanzo Reunion.
Noi non sappiamo e non sapremo quali modifiche la censura cinese abbia imposto al regista per questo suo One Second.

E forse poco importa.
Il tocco magico di quest’autore che ci ha regalato opere come Lanterne rosse, La storia di Qui Jiu, Vivere! o Non uno di meno (perché nessuna tv ce li fa rivedere?) non solo resta ma si arricchisce di leggerezza e un’ironia chapliniana.

Che, come è noto, può essere altrettanto o anche più corrosiva di una violenta e durissima denuncia.
Eppoi che bello un film di grande respiro d’immagine senza camere a spalla!
Che consigliamo vivamente di vedere al cinema.