Classici cine-letterari su Netflix. Con Louis Malle l’amore fatale de “Il danno”

Disponibile su Netflix “Il danno” di Louis Malle (1992), penultimo film del maestro d’Oltralpe dall’omonimo romanzo di Josephine Hart (1942 – 2011) all’epoca esordiente. Con Jeremy Irons e Juliette Binoche nei panni degli amanti clandestini, una storia di amori ineluttabili e di ossessione carnale. «Chi ha subito un danno è pericoloso. Sa di poter sopravvivere». Un film che fece epoca e anche un po’ scandalo …

Fin dalle prime scene Stephen (Jeremy Irons) guarda sua moglie (Miranda Richardson), mentre loro figlio Martyn (Ruper Graves) osserva Anna (Juliette Binoche) che ha a sua volta gli occhi rivolti verso Stephen. Si intuisce subito che con Il danno (1992), in questi giorni riproposto da Netflix, libero adattamento dell’omonimo romanzo pubblicato da Feltrinelli di Josephine Hart (1942 – 2011) – poetessa, produttrice teatrale e scrittrice all’epoca esordiente –, il maestro d’Oltralpe di respiro internazionale Louis Malle non mette in scena una commedia, una banale storia di adulterio borghese, bensì una tragedia prodotta dall’esplosione di un’attrazione incontenibile.

Ne risulta, come nel romanzo, anche se con sequenze più immediate, una storia di amori ineluttabili e di ossessione carnale, il cui funesto epilogo è annunciato da subito, si tratta solo di capire come e quando si spezzerà il precario equilibrio della relazione clandestina che vivono i due protagonisti.

Trentaquattro anni dopo il capolavoro, dramma intimista di passione borghese, Gli amanti (1958) magnificamente interpretato da Jeanne Moreau, Malle torna, nel suo penultimo film, a girare una storia d’amore, sceneggiata da sceneggiato da David Hare. Fatale s’intitola la versione francese, in relazione alla fatalità degli eventi nella trasposizione cinematografica.

Stephen, affascinante e potente sottosegretario nel governo britannico, sposato con l’impeccabile, piacente e raffinata Ingrid, ha un figlio giornalista, Martyn, e una figlia, l’adolescente Sally che tutto osserva in silenzio. La sua vita scorre senza scosse, ma quando incontra la fidanzata del figlio, la giovane e misteriosa Anna, la passione si scatena tra i due, sconvolgendo l’esistenza di Stephen, il quale ne perde il controllo fino a rendersi responsabile della morte accidentale del figlio, quando questi viene a scoprire la verità.

Ha segnato Anna una tragedia familiare inaccettabile: la perdita del fratello Aston, morto suicida a causa dell’incestuosa ossessione amorosa per lei, al tempo alle prese con la prima relazione sentimentale con un coetaneo. Anna porta da quel giorno nell’anima il peso insostenibile delle ultime parole di Aston che, poco prima di compiere il gesto estremo, la aveva accusata di aver rovinato il loro rapporto e di essere destinata a passare da un letto all’altro. Proprio quello che la ragazza decide di fare, divenendo refrattaria all’idea di ogni legame troppo vincolante e pertanto potenzialmente distruttivo.

Anna sceglie così di essere libera, al punto di vivere con innaturale tranquillità la relazione clandestina col padre del suo compagno, un bravo ragazzo del quale crede di essere innamorata e dal quale è ricambiata, ma con il quale non riuscirebbe ad andare avanti senza la via di fuga costituita dalla relazione passionale con Stephen.

“Né mantide religiosa, né sgualdrina, vive un’utopia, ama due uomini al tempo stesso, ha bisogno di entrambi: quest’idea della duplice sincerità mi piace molto” spiegava Malle nel corso delle riprese nei pressi di Salisbury. E proseguiva: “negli anni ’60 volevo girare un film su questo tema con Jeanne Moreau. Molte donne interessanti che ho conosciuto vivevano una situazione simile, in primis la stessa Jeanne. François Truffault ha avuto il colpo di genio di volerla come interprete di Jules et Jim”.

Quando uscì, il film Gli amanti  fece scandalo e fu censurato, “eppure portavo sullo schermo un racconto libertino – Senza domani di Vivant Denon n.d.r. – ambientato nel ‘700, melanconico, molto lirico, con la musica di Brahms… un film su un giovane innamorato di una signora benestante”. Così come Il danno, si basava sul desiderio e sul potere da questo esercitato sui protagonisti, era un film ‘scomodo’, ma al tempo stesso molto innocente. Anche Il danno è così, ma meno romantico. Osservo e porto sullo schermo un personaggio che si sta perdendo e che è felice di perdersi”.

«Chi ha subito un danno è pericoloso. Sa di poter sopravvivere» dice Anna a Stephen, raccontando la sua storia: una sopravvivenza a volte deforme e disfunzionale, altre grata e consapevole. Nei paralleli rapporti con Martyn, equilibrato, ingenuo, fisicamente identico ad Aston, e con Stephen, può rivivere le duplici dinamiche di un felice legame fraterno e di una segreta passione sessuale, senza dover rinunciare a nessuna delle due esperienze.

La storia di passione finisce irrevocabilmente nel dramma. Ma il resto non lo sveleremo. E piuttosto, buona visione.