Conquiste e sconfitte dell’universo trans. La luccicante seduta spiritica di Roberta Torre

Passato in apertura alle Notti veneziane delle Giornate degli Autori “Le favolose” di Roberta Torre. Una favola politica e sentimentale, un doc sul tema del rispetto dell’identità delle persone trans post mortem. Una luccicante seduta spiritica in cui sette amiche trans si ritrovano per evocare una giovinezza di battaglie, sconfitte e conquiste per l’emancipazione. In sala il 5,6 e 7 settembre per Europictures …

Il tema è davvero poco frequentato ma fondamentale: il rispetto dell’identità delle persone trans post mortem. E lo svolgimento è favoloso. Anzi: Favolose.

Roberta Torre torna alla Mostra per aprire le Notti veneziane delle Giornate degli Autori e arrivare in sala il 5, 6 e 7 settembre con Le favolose, appunto. Che poi è anche un ritorno alla sua passione di origine: il cinema documentario da cui è partita ormai quasi trent’anni fa, stregata dalle Angelesse palermitane, lei milanese doc ed “emigrante” al contrario nella Sicilia di Cinico tv e della mafia raccontata in musical (Tano da morire e Sud Side Story hanno segnato un epoca e creato un genere).

Oltre a teatro, pubblicità, videoclip, mostre fotografiche e romanzi che l’hanno accompagnata fin qui in una lunga carriera d’artista sperimentatrice e ribelle dalla caratura internazionale.

Come ribelli sono, o sicuramente lo sono state per l’epoca – tra i 70 e gli 80 – le sue sette protagoniste. Sette amiche trans provenienti un po’ da tutta Italia che si ritrovano nella casa di un tempo, quella delle feste e dei loro incontri giovanili per ricordare Antonia. A lei la sua famiglia l’ha sepolta in abiti da uomo, negandole l’identità conquistata nel corso di una vita.

Abile da sempre nei ritratti (tra i suoi più belli resta Angela che lanciò Donatella Finocchiaro) Roberta Torre si muove qui tra le sue Favolose lasciandole raccontare con la libertà di un incontro di autocoscienza. Proprio come quelli dei Settanta in cui si parlava di sessualità, politica, desideri. E che Porpora, Nicole, Sofia, Veet, Mizia, Massimina e Mina riempiono di ricordi, racconti di battaglie, sconfitte, fughe di casa e abiti sfavillanti in un comune percorso di emancipazione.

Per molte di loro l’approdo è stata la militanza nel MIT Movimento Italiano Transessuali. “Il mio corpo è un atto politico” rivendica per esempio Veet Sandeh “Ogni qualvolta esco di casa mi espongo al giudizio, alla critica e alla violenza”. E per molte di loro, anzi tutte in questo caso, il principio è stata la prostituzione ”perché senza la prostituzione, in un mondo che non ci prevedeva, non saremmo sopravvissute”.

Tra tenerezza, nostalgia e nuove consapevlezze Roberta Torre mette le sue Favolose tutte intorno ad un tavolo. Non per un banchetto tra amiche ma per una luccicante seduta spiritica. “Noi siamo fantasmi. Non madri, non mogli, non figlie, non lavoratrici riconosciute, non donne, non uomini: persone che non esistono, per la società civile”. Ma che Roberta Torre col guizzo di genio d’artista, porta alla ribalta con questa bella favola politica e sentimentale.


Gabriella Gallozzi

Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.

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