Gasparri & Co. contro le canne di Rocco Schiavone. Anche se per fiction

Canne, fumo e “diversità” non sono per la tv di stato! Il senatore vuole bloccare la messa in onda su Raidue della serie di Michele Soavi tratta dai romanzi di Antonio Manzini. Sotto accusa il personaggio “politicamente scorretto” del vicequestore  Rocco Schiavone interpretato da un grande Marco Giallini. Per una volta che si vedeva buona fiction…

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Bufera non di “neve” ma di “erba, sul non  politicamente corretto vice questore Rocco Schiavone. Ecco che ben tre parlamentari vogliono bloccare la messa in onda della serie tv!
Gasparri, Giovanardi, Quagliariello … Un trio di senatori che si erige a difesa della moralità della polizia preoccupato del messaggio “fuorviante” della mini serie di Michele Soavi che ha per protagonista il duro e disilluso vice questore  Rocco Schiavone, interpretato da un grande Marco Giallini.
Un personaggio di pura fantasia che i nostri politici credono incarni un po’ troppo la verità visto  il disagio che ha provocato a loro (ma non agli spettatori che hanno gradito, e molto, il primo dei 6 film previsti su Raidue) chiedendone la sospensione della messa in onda.
Polemica che è proseguita con una dura intervista radiofonica a Gasparri in cui contesta aspramente tutto e tutti: “Il servizio pubblico non può erigere a modello comportamentale questo qui (n.d.r. Rocco Schiavone) che ruba droga e si fa le canne. È vero che ha fatto buoni ascolti, ma anche un porno di Cicciolina farebbe ascolti, ma non si può mandare in onda sulla Rai in prima serata. Molti hanno il mito del criminale, ci sono donne che hanno sposato delinquenti incalliti, non bisogna confondere i numeri con la qualità delle cose. E poi ci sono delle leggi in Italia che vietano la propaganda alla droga. La Rai, che lavora con i soldi del cittadino, fa servizio pubblico e dovrebbe anche indicare uno stile di vita, dovrebbe stare più attenta”.
Ma l’attacco di Gasparri prosegue contro i vertici Rai e della polizia… “Ma se un professore usasse droga prima di entrare in classe non sarebbe un modello di vita auspicabile. Per cui perché la Andreatta, direttrice della fiction, eleva questi comportamenti scorretti a modello? Andreatta usa comportamenti irresponsabili e un linguaggio da sventurata. Ha anche detto che i copioni e i testi sono stati sottoposti alla polizia. Ne ho parlato con Alfano e non ne sapeva nulla. Ora chiedo al capo della polizia, Gabrielli, se questa cosa è vera. Lo chiedo pubblicamente, Gabrielli ha letto i copioni? Quali uffici li hanno controllati? Perché evidentemente se c’è stato un avallo istituzionale la polizia ritiene utile alla sua istituzione un modello di poliziotto che si fa le canne, partecipa alle rapine e aiuta i narcotrafficanti a rubare droga. Alfano mi ha detto che non ne sa nulla, ma siccome la Andreatta ha detto che i copioni sono stati fatti leggere alla polizia, chi li ha letti?”.
Duro attacco che rivolge direttamente agli organi di stato del quale si sente tradito e orfano. Perché contestare l’aureo mezzo televisivo che mostra perlopiù delinquenti resi nobili dalla loro sicumera e dal loro distorto senso dell’ onore? Almeno Rocco Schiavone non mette in discussione ne l’onore e né la lealtà, anche il suo essere “sporco” modello dirty Callaghan fa parte di un personaggio bordeline molto vicino al mondo reale rispetto al maresciallo Rocca o a tanti altri (ig)nobili personaggi, ma un po’ troppo cartonati e poco reali.
Saremmo sicuramente più felici se si desse meno credito a boutade di senatori che forse dovrebbero pensare di più ai terremotati e all’emergenza profughi che a qualche ora di ottima televisione. Il tempo fugge ma non risolve i problemi. Loro vanno controcorrente, un po’ come Rocco Schiavone. Forse avrebbero preferito una serie con Rocco Siffredi? Stesse iniziali ma “spinelli” diversi…