Il cinema che sogna un altro mondo possibile. La parola a Wilma Labate giurata della borsa di studio Citto Maselli
Consegnata sabato 19 settembre a Roma la seconda edizione della borsa di studio per gli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia intitolata a Citto Maselli che va a Stefano Pio per il film “Pilandri”. “Un lavoro che sarebbe piaciuto tanto a Citto” sottolinea Wilma Labate, giurata insieme a Francesca Comencini e Stefania Brai. “Citto è stato unico, generoso e con la mente spalancata nei confronti dei giovani”. Una borsa che guarda al futuro e non rinuncia ad un’idea di cinema per “un altro mondo possibile” …
“Sono sicura che avrebbe fatto molto piacere a Citto la scelta di Pilandri di Stefano Pilo. Perché non è vero che Maselli sia stato chiuso unicamente nel cinema d’autore: è stato un grande autore con lo sguardo spalancato sui giovani, appassionato e sensibile alla diversità e alla ricchezza, caratteristiche ben presenti in questo lavoro”.
Wilma Labate ha presentato così al pubblico intervenuto alla cerimonia di consegna dei diplomi 2026 nella sede del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, sabato 19 settembre, le motivazioni che hanno portato alla scelta del giovane studente sardo appena diplomato in regia, come vincitore della seconda edizione della borsa di studio intitolata a Citto Maselli, a sua volta tra gli allievi eccellenti della scuola (si è diplomato nel 1949), promossa e finanziata da Stefania Brai, sua compagna di una vita e tante battaglie.
Una iniziativa, del resto, coerente con quell’idea di cultura e di cinema come bene comune e accessibile a tutti per cui entrambi si sono sempre battuti, che aiuterà per i prossimi otto anni – questa è la seconda edizione su un totale di 10 – altrettanti studenti di regia, a frequentare il CSC e sostenerne le spese della retta annuale (3000 euro reateizzabili) oltre che dei costosi alloggi nella capitale.
Wilma Labate giurata della borsa, insieme a Francesca Comencini e la stessa Stefania Brai, sottolinea questo aspetto che non è secondario: “Per un fuorisede si tratta di un piccolo grande aiuto, considerando i rincari costanti delle abitazioni a Roma”. Ma, soprattutto, ci tiene a sottolineare, la grande qualità dei lavori esaminati (otto in totale). “Non capita spesso di vederne tanta e tutta insieme. In questo caso, invece, i corti presentati dai ragazzi si sono dimostrati ottimi per ideazione, messa in scena, e anche per l’interpretazione degli stessi attori studenti del Centro” – prosegue la regista de La ragazza ha volato. .- “Diversi uno dall’altro hanno sperimento ogni genere: commedia, horror, documentario. Non è stato facile, insomma, sceglierne uno”.
La scelta delle giurate comunque, anche nell’idea portante della borsa rivolta al cinema più di ricerca, ha premiato Pilandri di Stefano Pilo, fuorisede sardo al terzo anno (i suoi ringraziamenti nel video), “il più diverso tra i diversi”, commenta Wilma Labate, “che usa il linguaggio del documentario affiancandolo alla finzione e che azzarda con due interpreti sardi presi dalla strada per una storia non storia. Una giornata tutta in esterni in cui vediamo il quotidiano di due adolescenti in una piccola comunità. Come passano il loro tempo e tentano di comunicare tra di loro”.
Ricerca e sperimentazione, insomma. Espressione di “ricchezza e diversità – ribadisce Labate – un bel premio che sarebbe piaciuto a Citto che ai giovani si è sempre rivolto con la mente spalancata. Lui così appassionato, sensibile, generoso ma anche severo perché molto esigente. Detestava la superficialità e tanto più nel cinema in cui era esigente a partire dal suo”. Una pratica, diciamo, che Wilma ha conosciuto lavorandoci insieme sui set dei film colletivi, prima al G8 di Genova (Un altro mondo è possibile, 2001), poi in Palestina (Lettere dalla Palestina, 2003).
“Non potevano che nascere dal suo straordinario impegno quei film lì. Film collettivi in cui c’erano i suoi coetanei, Monicelli, Scola, Arlorio e poi noi, allora i giovani. Tante generazioni diverse unite insieme. Ancora oggi a distanza di trent’anni gli siamo riconoscenti. Per quella sua generosità che ci ha condotto in luoghi dove non saremmo mai andati da soli. Citto è stato unico e gli siamo davvero molto grati, così come lo siamo a Stefania che di quelle imprese è stata la mente organizzativa”.
E che con questa borsa di studio continua a guardare al futuro in quell’idea di cinema, ostinato e caparbio, capace di contribuire ad “un altro mondo possibile”. Di cui i lavori degli studenti ne sono un po’ l’espressione. E la cui “qualità tocca il cuore”, conclude Wilma Labate.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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