Il «Don Chisciotte» incompiuto di Orson Welles. L’Europa unita del cinema lo porterà in vita

C’è anche il CSC – Cineteca Nazionale, tra le quattro istituzioni cinematografiche europee che, attraverso un progetto congiunto, ricostruiranno il “Don Chisciotte” incopiuto di Orson Welles, affidando la regia al catalano Esteve Riambau. La Cineteca Nazionale digitalizerà circa 50.000 metri di negativo; la Cinémathèque française metterà a disposizione gli 80 minuti di positivi in 35 mm; la Filmoteca Española altri 50.000 metri di pellicola in 16 mm e 35 mm; Il Filmmuseum di Monaco offrirà copie lavoro, negativi, frammenti, nastri e documenti. L’assemblaggio avverrà a Madrid e il film sarà proiettato senza finalità commerciali, nel rispetto delle intenzioni autoriali di Welles …

 

Quattro tra le più importanti istituzioni cinematografiche europee — il CSC – Cineteca Nazionale, la Filmoteca Española, la Cinémathèque française e il Filmmuseum di Monaco di Baviera — hanno annunciato al Cinema Ritrovato di Bologna un progetto congiunto per la ricostruzione del Don Chisciotte di Orson Welles, l’adattamento dal capolavoro di Cervantes che il regista americano avviò nel 1957 e non riuscì mai a portare a termine prima della sua morte, nel 1985. A dirigere la ricostruzione sarà lo storico e regista catalano Esteve Riambau, autore di quattro libri su Welles ed ex direttore della Filmoteca de Catalunya.

Welles iniziò le riprese in Messico nell’estate del 1957, con l’esiliato spagnolo Francisco Reiguera nel ruolo di Don Chisciotte e Akim Tamiroff in quello di Sancho Panza. Nel corso dei decenni successivi il progetto si trasformò più volte: un finanziamento RAI nel 1961 per una serie televisiva sulla Spagna gli permise di girare nuove scene; lavorò al montaggio in parallelo a Il processo e Campanadas a medianoche; modificò radicalmente la sceneggiatura nel 1966; tornò a doppiare dialoghi con la propria voce nel 1969, anche dopo la morte dei due attori protagonisti, avvenuta nel 1972. Ancora nel 1982 apportava variazioni a un’opera che si era ormai trasformata, secondo le sue stesse parole, in qualcosa di più vicino a un film di ricerca che a una narrazione classica. «Di tutte le mie opere incompiute, Don Chisciotte è quella a cui mi sento più legato», dichiarò Welles, che la chiamava «il mio bambino».

Nel 1992 il regista spagnolo Jesús Franco aveva già tentato di assemblare un montaggio presentato all’Expo di Siviglia, ma senza poter accedere a tutto il materiale esistente, in particolare alle bobine custodite a Cinecittà dal montatore Mauro Bonanni. Sono circa 50.000 metri di negativo che Oja Kodar — collaboratrice creativa di Welles negli ultimi anni della sua vita, che ha dato il proprio consenso al nuovo progetto — ha recuperato nel 2017 e che la Cineteca Nazionale provvederà a digitalizzare. La Cinémathèque française conserva circa ottanta minuti di positivi in 35 mm, già proiettati al Festival di Cannes del 1986 e presentati nuovamente nella retrospettiva del 2025. La Filmoteca Española detiene i diritti culturali e di ricerca su tutti i materiali e conserva 50.000 metri di pellicola in 16 mm e 35 mm acquisiti nel 1991. Il Filmmuseum di Monaco custodisce invece copie di lavoro, negativi, frammenti, nastri e documenti relativi agli ultimi film di Welles.

L’intero corpus di materiali sarà riunito a Madrid, dove Riambau procederà allo studio comparato delle oltre mille pagine di sequenze della sceneggiatura individuate, confrontandole con i girati esistenti. Il risultato sarà proiettato in festival e cineteche senza finalità commerciali, nel rispetto delle intenzioni autoriali di Welles.


Gino Santini

redattore

© BOOKCIAK MAGAZINE / Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Roma n. 17/2015 del 2/2/2015
Editore Associazione culturale Calipso C.F.: 97600150581