“Il Natale a Roma” dell’Istituto Luce. Un regalo in bianco e nero per la zona rossa


Mentre il colore rosso sembra, con una diversa connotazione, accompagnare questo Natale più degli altri anni, un piccolo regalo in bianco e nero arriva dall’Archivio storico Istituto Luce:  Il Natale a Roma, cinque minuti di filmato – girati nel 1933 – che racchiudono tipici momenti del periodo natalizio nella Capitale, vissuti tra le tradizionali bancarelle di Piazza Navona, le panchine di Villa Borghese e la spiaggia di Ostia, un tempo detta il “Lido di Roma”.

L’autore della preziosa perla cinematografica è il geniale direttore della fotografia Otello Martelli che, a partire dagli anni Venti, ha collaborato con i maggiori registi italiani dell’epoca, tra cui Roberto Rossellini, Alberto Lattuada, Federico Fellini, Alessandro Blasetti, Giuseppe De Santis, Vittorio De Sica e Pier Paolo Pasolini.

Nel brevissimo film, fresco di un nuovo editing e di un’opera di restauro, si aprono squarci di quotidianità nelle vie della Città Eterna, adulti e bambini pieni di entusiasmo di fronte a dolci e giocattoli, campane che suonano nei giorni di festa, macchine in fila nella trepidante attesa di un’uscita fuori porta e di una mattinata al mare. Strade e piazze affollate, in cui si intuiscono i profumi e i sapori nella confusione di un mercato rionale, tra pesci, carni, verdure e fiori.

Nonostante la retorica clericale e di regime che inevitabilmente marchia le frasi che inframmezzano i fotogrammi, i “bozzetti” sociali de Il Natale a Roma rappresentano scene estremamente comuni e familiari: la nostalgia suscitata dalle note del piano per quello che in questo momento di reclusione sembra un passato mitico e irraggiungibile, si unisce il desiderio che presto le città possano tornare ad essere luogo di incontro e di condivisione.

Già durante il primo lockdown, seguendo l’iniziativa del MiBACT #iorestoacasa, l’Archivio storico Luce aveva cercato di ricreare un piccolo senso di comunità, offrendo gratuitamente agli spettatori filmati e foto inediti, dedicati a ripercorrere la storia dell’Italia e degli italiani del XX secolo.

Con questa manciata di minuti in bianco e nero, allora, l’augurio dell’Istituto Luce si colora della speranza in un futuro in cui la vicinanza possa nuovamente sostituirsi alla solitudine.