L’altro Natale. Le vittime collaterali del consumismo festivo in un doc Arte (in italiano)

Disponibile su ARTE TV (canale culturale europeo presente nel nostro paese con la sua offerta in Italiano), “Acquisti online: i “sacrificati” del Natale”, doc che dà voce alle vittime collaterali del consumismo natalizio: dai corrieri sottopagati e costretti a ritmi massacranti ai raccoglitori di pigne della Georgia, che mettono a rischio la propria vita per assicurare le decorazioni destinate alle case europee, dagli immigrati dall’Est Europa agli artigiani e ai piccoli commercianti che, quest’anno più che mai, lottano per la sopravvivenza contro il commercio al dettaglio online…

 

C’è una cosa che induce a riflettere dopo aver visto il documentario di Sinje Stadtlich, Acquisti online: i “sacrificati” del Natale, regia di Christiane Henningsen e Babette Hnup (Germania 2020), disponibile gratuitamente in streaming con sottotitoli in italiano su Arte in Italiano: la tanto mitizzata Germania non se la passa meglio di noi, anzi.

Anche qui l’epidemia di Covid 19 ha fatto emergere la fragilità di interi settori economici, a cominciare dal commercio al dettaglio per finire all’artigianato e all’economia che ruota attorno ai mercatini natalizi. La scelta originale compiuta da Sinje Stadtlich è quella di dare voce alle vittime collaterali del consumismo natalizio: dai corrieri sottopagati e costretti a ritmi massacranti ai raccoglitori di pigne della Georgia, che mettono a rischio la propria vita per assicurare le decorazioni destinate alle case europee, dagli immigrati dall’Est Europa agli artigiani e ai piccoli commercianti che, quest’anno più che mai, lottano per la sopravvivenza contro il commercio al dettaglio online.

D’altronde, concentrandosi sul “lato oscuro delle festività”, il documentario non fa che testimoniare l’acuirsi di fenomeni di lungo periodo ormai ben conosciuti, che – senza scomodare la spinta dissennata ai consumi e la desacralizzazione del Natale – vedono lo strapotere delle grandi aziende di distribuzione online andare di pari passo con lo sfruttamento della manodopera straniera e la violazione dei diritti sindacali più elementari.

Un dato su tutti: nel 2020 un regalo su due è stato acquistato online. La parte del leone l’hanno fatta i giocattoli per bambini, provocando la crisi dei negozi specializzati, mentre hanno retto, seppure a fatica, i negozi di abbigliamento. Il tutto mentre le grandi aziende di distribuzione hanno visto aumentare a dismisura i loro profitti.

Ovviamente il Covid non fa che accentuare tendenze forse irreversibili. Tra queste però andrebbero esclusi, se non altro, il trattamento fiscale privilegiato delle multinazionali dell’e-commerce e la loro impunità di fronte alle leggi che regolamentano i rapporti di lavoro. Senza contare quelle non scritte che dovrebbero ispirare le relazioni umane, specie a Natale.


Carlo Gnetti

giornalista e scrittore


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