Joséphine Baker la prima donna nera nel Phantéon di Francia


“Sapete che ho sempre scelto la strada più difficile. Diventando vecchia, sicura di averne la forza e la capacità, ho preso quel sentiero difficile e ho cercato di renderlo un po’ più facile. Volevo renderlo più facile per voi…”

Joséphine Baker la ballerina, cantante e attrice franco-americana che ipnotizzò Parigi con spettacoli che deridevano il colonialismo e che si unì alla Resistenza contro il nazismo è la sesta ed unica donna di colore ad entrare nel Phantéon francese.

Decorata con la Légion d’honneur dal presidente De Gaulle la Baker durante gli anni dell’occupazione nazista nella Francia collaborazionista di Vichy, aveva preso parte a molte missioni per conto dei servizi segreti.

Per aver reso onore alla Francia l’artista è stata simbolicamente sepolta nel santuario secolare il 30 novembre alla presenza del presidente Macron. Quattro pugni di terra provenienti dai luoghi più cari alla Baker sono stati prelevati e custoditi accanto alle spoglie di personalità come Victor Hugo, Emile Zola e Marie Curie.

I luoghi scelti sono: San Louis, città che le ha dato i natali il 6 giugno 1906, Parigi che l’ha adottata segnandone il successo come artista eclettica e provocatoria; il castello di Milandes in Dordogna; Monaco in cui muore il 12 aprile del 1975 e dove invece sono tutt’ora conservati i suoi resti accanto a quelli del marito Jo Buillon e dell’amica Grace Kelly.

Di origine creola afro-americana e dal passato tormentato Joséphine sfugge in giovane età ad un incendio doloso nel suo quartiere. Il musical diventa la sua via di fuga e così incomincia ad esibirsi in piccoli spettacoli itineranti sino ad arrivare a Broadway all’età di 16 anni con lo spettacolo Shuffle Along.

Sbarca a Parigi appena 25enne. La città che aveva visto nascere la Belle Époque non era l’America. La segregazione non esiste ma si ritrova a fare i conti con la cultura coloniale dell’Europa del primo dopoguerra. Qui entra al Théâtre des Champs-Élysées dove come ballerina diventa celebre per quei suoi spettacoli in cui si esibisce affiancata da un ghepardo. Ritornata a Parigi dopo una lunga tournée nel 1931, si dedica anche al canto e alla recitazione, indimenticabile il brano J’ai deux amours mon Pays e Paris e il film Zouzou nel 1934 di Marc Allégret.

Dopo la parentesi della resistenza ritorna alla ribalta ma le battaglie per i diritti civili nell’America degli anni 60 la riportano negli Stati Uniti con un’altra tournée. Lì nel paese da dove era fuggita sarà tra i primi artisti di colore ad esibirsi e l’unica donna a pronunciare – nel 1963 – un discorso alla marcia su Washington, insieme a Martin Luther King.

Joséphine Baker morirà nel principato di Monaco all’età di 68 anni, dopo aver vissuto anni difficili a causa della separazione dal marito, degli enormi debiti, e del ritorno della malattia, accanto alla sua amica e principessa Grace kelly.