La censura iraniana trova un’altra vittima: il regista Karimi

Mobilitazione a sostegno del regista iraniano Keywan Karimi, vittima della feroce censura iraniana. Appuntamento giovedì 12 novembre alla Casa del cinema di Roma, ore 11. Vedi il suo film ispirato a Italo Calvino…

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Sicuramente si sarebbe schierato a suo favore anche Italo Calvino. E già perché uno dei suoi film di maggior successo, The Adventure of Married Couple (vedi il corto), è ispirato proprio ad un racconto dell’autore delle Cosmicomiche. Stiamo parlando, infatti, di Keywan Karimi, il giovane regista iraniano di origini curde condannato a sei anni di prigione e 223 frustate dalla Corte Islamica Rivoluzionari perché accusato di ”propaganda contro il governo”, ”insulti a ciò che è sacro” e ”relazioni illecite” (per aver stretto la mano a donne delle quali non è parente).

Contro la feroce censura, l’ennesima del governo iraniano – il caso di Jafar Panhai è tra i più noti -, l’intera comunità internazionale si è sollevata. Qui in Italia l’associazione 100 Autori e il SNGCI (Sindacato nazionale giornalisti cinematografici) ha organizzato per giovedì 12 novembre, ore 11, alla Casa del cinema di Roma un’incontro a sostegno del regista, proprio a poche ore dalla visita in Italia del Presidente della Repubblica Islamica Iraniana, Hassan Rouhani, condannando il provvedimento che esprime “non solo una censura inaccettabile nei suoi confronti ma un attacco alla libertà, anche personale”.

Nella petizione lanciata da Stelios Kouloglou, parlamentare europeo greco eletto con Syriza e la Sinistra Unita Europea – sottoscritta anche dal SNGCI, si chiede ”la cancellazione della pena nell’ambito della Convenzione Internazionale sui diritti Civili e politici, ratificata anche dall’Iran”. In attesa dell’esito del ricorso in appello, il regista non è stato ancora incarcerato, ma queste potrebbero essere le sue ultime settimane di libertà”.

Per il regista e contro la sua condanna, si sono espressi anche i cineasti francesi dell’Arp (Società civile degli autori, registi e produttori) che comprende Claude Lelouch, Michel Hazanavicius, Thomas Langmann, Julie Bertuccelli, Costa Gavras, Cédric Klapisch, Olivier Nakache, Coline Serreau, e Eric Tolédano. Karimi, laureato all’università di Teheran, ha studiato Scienze sociali e comunicazione e frequentato diversi workshop di cinema in Germania, India, Thailandia e Russia.

Pluripremiato per i suoi corti Broken Border (2012), il già citato e The Adventure of Married Couple  (2013), è bersaglio delle autorità soprattutto per il suo documentario Writing on the city, del 2012, nel quale racconta la storia dei graffiti sui muri di Teheran, dalla rivoluzione khomeinista del 1979 alla rielezione di Ahmadinejad nel 2009. Nel 2013 la casa del regista è stata perquisita e gli sono stati sequestrati alcuni hard disk, nei quali c’erano scene d’archivio delle proteste del Movimento Verde: l’accusa è che le abbia girate lui e che inoltre per il film abbia realizzato un scena di sesso.

”In realtà non l’ho mai girata – ha detto a Le Monde Karimi, che al momento è ancora libero. La mia è una storia kafkiana, non so cosa succederà. Spero solo che il mio film possa girare per i Festival internazionali, così da sensibilizzare il pubblico sul mio caso”.