La meglio gioventù si racconta con le parole di Annie Ernaux. Claire Simon torna a scuola e illumina le Giornate degli Autori
Evento speciale alle Giornate degli Autori veneziane, “Écrire la vie. Annie Ernaux racontée par des lycéennes et des lycéens” di Claire Simon dedicato all’opera della scrittrice premio Nobel francese, ospite al Lido dove riceve da Biografilm i Celebration of Lives Award 2025. I libri letti dagli studenti delle scuole d’otralpe offrono loro spunti di riflessione sulle differenze di classe, la famiglia, il patriarcato, l’aborto. Una mappa sociale, emotiva e culturale della gioventù francese contemporanea attraverso le parole della grande letterarura. Uscirà in sala per I Wonder Pictures …

Non è un adattamento da un libro di Annie Ernaux, tra l’altro molto amata dal cinema (il Leone d’oro 2021 è nato dal suo romanzo, L’evento). Piuttosto si tratta di tanti adattamenti, quasi la sua intera opera messa in scena, però, attraverso una particolare immersione nel presente: sono gli studenti delle più varie scuole francesi a leggerli e commentarli attraverso le loro esperienze personali. Così come, viceversa, la scrittrice francese, attraverso il suo vissuto ha raccontato la Storia, rendendola letteratura da premio Nobel.
Claire Simon, nome determinante del cinema documentario francese (nonostante la nascita a Londra nel 1955) torna a scuola, da sempre suo luogo prediletto d’osservazione (Ricreazione del 1998, Premières solitudes 2018, fino al recentissimo Apprendre, 2024), ben prima che Nicolas Philibert facesse incetta di premi col suo sorprendete Être et avoirs (2022) o che Laurent Cantet vincesse la Palma d’oro con La classe (2008).
È la scuola pubblica francese, quella che ispirandosi ai principi di “uguaglianza, libertà e fraternità” aggiunge con determinazione anche la laicità, costata la vita – di recente – ai due professori, Dominique Bernard e Samuel Paty, uccisi da due estremisti islamici. Quel minuto di silenzio, per ricordarli, fuori da un liceo di Tolosa è uno dei momenti più toccanti di Écrire la vie. Annie Ernaux racontée par des lycéennes et des lycéens, film evento delle Giornate degli Autori veneziane.
Da Parigi alle sue periferie, dalla provincia più profonda alla Guyana, Claire Simon in compagnia delle parole di Annie Ernaux ci offre una mappa sociale, emotiva e culturale della gioventù francese contemporanea. Tante, tantissime studentesse e meno studenti – non colpisce più di tanto – di fronte ad una scrittrice che della vita vissuta ha fatto una bandiera di emancipazione, femminismo e lotta di classe.
Scrivendo per “vendicare” la sua “razza”. Una “stirpe di contadini senza terra, di operai e di piccoli commercianti, di gente disprezzata per i loro modi, il loro accento, la loro ignoranza”. Come se diventare scrittrice “sarebbe bastato a riparare l’ingiustizia sociale della nascita. Che una vittoria individuale potesse cancellare secoli di dominazione e povertà”. La differenza culturale con la propria famiglia, insomma.
Ci si riconoscono, in quelle parole – ora siamo in Guyana – alcune ragazze creole che raccontano di madri e padri operai e di una diversa modalità di comunicazione ora che loro sono al liceo, che hanno studiato. Della povertà come stigma indelebile, dice invece una ragazza di colore di una banlieue. Testa piena di treccine, felpa e una voce un po’ roca dal ritmo accelarato. “Se non hai le nike o la marca giusta, con i social ci vuole un attimo perché diventi lo sfigato. Un povero sfigato”.
Una lettura e una riflessione. Le parole di Ernaux e quelle delle studentesse e degli studenti. L’evento (l’orma 2019), la storia straziante del suo aborto clandestino nella Francia dei ’60, quando era reato, da cui il film di Audrey Diwan, La scelta di Anne, è tra le letture più gettonate. Quelle parole nette, crude, esatte – il feto che le scivola via tra le cosce -, gelano iprovvisamente anche le risatine dei ragazzi imbarazzati. Mentre – cambio di scena e di liceo – uno studente finisce per scontrarsi con una sua compagna, affermando che l’aborto non lo “interessa perché riguarda solo le donne”.
Quella prima volta, poi, consumata da diciottenne durante una colonia estiva con un educatore più grande di lei (è in Memoria di ragazza, l’orma 2017) si svela subito agli occhi delle ragazze di oggi con una parola inequivocabile: stupro. La violenza del rapporto orale non voluto al posto di una penetrazione non riuscita, non ha altre definizioni. Non allora, però, quando alle donne, a letto soprattutto, i NO erano proibiti. Sulla cultura patriarcale e la sessualità consapevole negata, concordano tutte.
Così che da brano in brano, Il ragazzo (l’orma 2022) è lo spunto per riflettere sulla passione amorosa e le sue dipendenze. L’altra figlia (2016) per la confidenza di un lutto in famiglia “nascosto” che ancora oggi pesa sul quotidiano di un’altra ragazza, toccante nel suo racconto. Così come toccanti sono le pagine di Annie Erneaux ritrovate oggi per raccontare ancora una volta le vite delle nuove generazioni.
Écrire la vie. Annie Ernaux racontée par des lycéennes et des lycéens arriverà in sala prossimamente per I Wonder Pictures. Vivamente consigliato.
Gabriella Gallozzi
Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.
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