L’Iran delle frustate. Incontro per Keywan Karimi

Mercoledì 1 febbraio, appuntamento alla Casa del cinema di Roma per rompere il silenzio sul caso di Keywan Karimi, regista curdo iraniano condannato a carcere e 223 frustate  per il suo cinema “sovversivo”. Proiezione del doc incriminato, “Writing on the city” con i rappresentanti di 100Autori, Amnesty International e Iran Human Rights…

In this undated photo provided by Iranian filmmaker Keywan Karimi, graffiti artist who goes by the name 'FRZ' paints a wall during a scene in the film titled "Writing On The City," in Tehran, Iran. In October 2015, a court sentenced award-winning Iranian filmmaker Karimi to six years in prison and to 223 lashes over his films, which authorities also charged with “insulting sanctities.” The crackdown represents the “continuation of the paranoia that the intelligence services and the judiciary has been having all along,” said Haleh Esfandiari, an Iranian-American dual national who was detained by Iranian authorities in 2007. (Iranian filmmaker Keywan Karimi via AP)

Il regista curdo iraniano Keywan Karimi ha iniziato poche settimane fa a scontare la sua condanna – 223 frustate e un anno di detenzione – nella prigione di Evin, nella capitale Teheran.

Karimi, 31 anni, era stato arrestato nel 2013 per “propaganda contro il governo” e “insulti ai valori religiosi”. In particolare ha avuto problemi con i Guardiani della Rivoluzione per il suo documentario Writing on the city.

Liberato poi su cauzione, negli ultimi anni è stato premiato in vari festival internazionali e il suo ultimo film, Drum, è stato presentato alla Settimana della Critica a Venezia, dove non è potuto intervenire proprio perché pendeva questa condanna.

100autori, si legge in un comunicato,  “non può tollerare in silenzio questa ingiustizia e questa violenza. Per questa ragione, con la collaborazione di Amnesty International, Iran Human Rights e la Casa del Cinema di Roma, organizza la proiezione del documentario per il quale Karimi è stato condannato, Writing on the city, sull’uso dei graffiti come comunicazione politica”.

“Vedere Writing on the City sapendo a quale pena è sottoposto il suo autore è un’esperienza sconvolgente, tanto più sapendo che molti artisti nel mondo sono incarcerati per avere espresso nelle loro opere punti di vista sociali, politici e religiosi ritenuti illegali solo perché non allineati con il pensiero di chi detiene il potere – afferma Luca Raffaelli, membro del consiglio 100autori -. E noi che possiamo permetterci di protestare, abbiamo il dovere di farlo”.

Appuntamento, dunque, mercoledì 1 febbraio alle h. 17.00 alla Casa del cinema di Roma. Presentano il film Francesco Bruni, Presidente Associazione 100autori, Riccardo Noury, Portavoce Amnesty International Italia e Cristina Annunziata, Presidente Iran Human Rights Italia.