L’Orfeo di Dino Buzzati in volo sul disco volante di Virgilio Villoresi. Da Venezia al cinema

Arriva in sala dal 27 novembre (per Double Line) “Orfeo”, opera prima di Virgilio Villoresi, apprezzato regista del mondo della pubblicità e dell’animazione. Qui adatta per il cinema “Poema a fumetti”, opera mondo di Dino Buzzati in cui l’autore de “Il deserto dei Tartari”, ripropone una sua personale rilettura del mito di Orfeo ed Euridice. Un film originalissimo che mescola linguaggi e tecniche diverse, elegante e sorprendente. Davvero un UFO nel panorama italiano. Passato Fuori Concorso a Venezia 82ª è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI …

Strano destino quello di Poema a fumetti opera mondo di Dino Buzzati. Incompreso all’uscita – siamo nel 1969 – per la sua assoluta originalità fuori canone, dimenticato per decenni, viene poi riconosciuto non solo come il capostipite del graphic novel moderno, ma anche come fonte d’ispirazione per autori determinanti dell’illustrazione italiana che parla al mondo, come Milo Manara e Lorenzo Mattotti.

Di quest’ultimo, a dimostrarne la vicinanza, è anche la recente versione cinematografica (2019) di un altro testo disegnato dell’autore de Il deserto dei tartari: quella Famosa invasione degli orsi in Sicilia apparsa per la prima volta a puntate nel 1942 sul Corriere dei Piccoli – interrotta dalla Seconda guerra mondiale – e poi uscita completa nel 1945 per Rizzoli, che dimostra l’interesse compiuto dell’autore per l’illustrazione, già presente dall’esordio letterario con Barnabo delle Montagne (1933).

“Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri. Poema a fumetti è per me una di queste, come Il deserto dei Tartari, come Un amore”. È lo stesso Buzzati a spiegare così, al suo pubblico, l’urgenza che l’ha spinto a disegnare quelle oltre duecento tavole, tutte a colori, in cui sceglie di rivisitare il mito di Orfeo ed Euridice alla luce delle sue magnifiche ossessioni: l’angoscia della morte e il rapporto con la vita, la montagna, l’arte, l’erotismo, il mistero, l’amore, questi sul piano tematico. Metafisica, surrealismo, pop art e art déco sul piano più strettamente stilistico, trasportano questa storia senza tempo, immersa nell’Aldilà, nella sua Milano dei Sessanta, tra streghe sexy e colonnati alla De Chirico.

Ora, a distanza di oltre cinquant’anni sorprende che a ritrovare Poema a fumetti sia il cinema. Sebbene quello più sperimentale di un regista, Virgilio Villoresi, classe 1980, poco noto al cinema quanto piuttosto al mondo della pubblicità e del videoclip. È suo, infatti, questo originalissimo Orfeo, sua opera prima e autoprodotta, presentato Fuori concorso a Venezia 82 e in programma anche al festival di Trieste, I mille occhi.

Con lo scrittore Marco Missiroli alla sceneggiatura (fresco di serie Netflix dal suo Fedeltà) il film si propone – con fedeltà anche nei nomi dei protagonisti Orfi ed Eura – come un “adattamento cinematografico” dell’opera di Buzzati. Animazione artigianale, stop-motion e tecniche ottiche fanno rivivere sullo schermo – quasi per intero – le stesse tavole dell’artista bellunese, attraverso una raffinata scenografia ricostruita in studio. Piena di citazioni, di dettagli: la Torre Velasca che occhieggia dalla finestra illuminata dalla luna di Orfi, è uno di questi.

C’è poi la casa stregata di via Saterna, “dove nessuno di notte ama passare”. E la baita in montagna che farà da nido per i due innamorati. E, soprattutto, il lungo percorso infernale che Orfi – qui non più canntante pop come in Buzzati ma pianista – percorrerà per recuperare il suo amore perduto. E non è fare spoiler rivelare che non ci riuscirà. Ma, del resto, è proprio il confronto ineluttabile con la morte ad esaltare la vita. Quello che Dino Buzzati da grande mago di immagini e parole celebre nel suo Poema a fumetti e che Villoresi imbastisce nel suo film.

Non giovano all’impianto quel volto angelicato e fin troppo stupefatto di Luca Vergoni nei panni di Orfeo e quello poco espressivo ma da modella di Giulia Maenza, nelle vesti di Eura. Virgilio Villoresi firma comunque un elegante omaggio all’opera di Dino Buzzati, del cinema spimentale e artigianale. In questo senso Orfeo sembra davvero un UFO nel panorama del cinema italiano contemporaneo. Un po’ come deve essere sembrato allora lo stesso Poema a fumetti.

 


Gabriella Gallozzi

Giornalista e critica cinematografica. Fondatrice e direttrice di Bookciak Magazine e dei premi Bookciak, Azione! e Bookciak Legge. Prima per 26 anni a l'Unità.

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