L’Unità e la nostra storia in duemila scatoloni. L’archivio ritrovato è un doc in onda su La7

In onda in due parti il 12 e 13 febbraio su La 7 (ore 17.30) all’interno di “La Torre di Babele doc” di Corrado Augias,  “L’Unità. Storia di un archivio” , documentario di Didi Gnocchi e Matteo Moneta per la regia di Simona Risi. Un viaggio attraverso l’archivio creduto perduto e poi ritrovato a Milano del più grande quotidiano di partito italiano che nei ’70, la domenica, vendeva più del Corriere della sera. Faldoni di foto ed articoli che raccontano la storia del PCI e del Paese e del mondo. Si rivolgeva ai lavoratori in ogni realtà, l’Unità non rinunciando mai ad essere anche strumento culturale, promotore di iniziative, sostegno alle battaglie di civiltà e progresso. Dell’ultimo periodo, purtroppo, non ci sono più scatoloni da recuperare …

Ci sono passata anche pochi giorni fa in via Santa Maria alla Porta, la strada nel cuore di Milano dove nel 1924 trovò sede la prima redazione dell’Unità che il 12 febbraio di quell’anno uscì con il suo primo numero.

E mi capita, giornalista dell’Unità per tanti anni, quando posso di passare a Roma in via dei Taurini, a Napoli in via Cerventes, a Bologna in via Barberia, Genova non me la ricordo, su una sorta di percorso della memoria guidata dalla nostalgia e da ricordi belli, anche bellissimi. Che è meglio salvare quelli.

E si rinnova il dolore e la rabbia per come è stato trattato e poi distrutto un giornale che è stato testimone appassionato della storia del Paese e di cui si è rischiato di perdere per sempre le tracce per l’insipienza di chi negli ultimi anni lo ha gestito portandolo a una procedura fallimentare nel disinteresse totale della memoria e delle sorti di chi fino all’ultimo ci aveva lavorato.

Tutto disperso, tutto perduto? Una storia importante ridotta a sola cronaca fallimentare. Non è andata così perché in un capannone a Lentate sul Seveso, alle porte di Milano, sono stati trovati quasi duemila scatoloni di fotografie dell’archivio del giornale creduto disperso che, per immagini, tracciano il percorso politico e sociale dell’Italia.

Un materiale prezioso, sottratto all’incuria e al degrado, che è stato sistemato e catalogato trovando degna accoglienza nell’Archivio di Stato di Milano. E che è diventato, assieme alle testimonianze personali di molti protagonisti della storia politica e culturale di anni complessi, difficili, entusiasmanti, un documentario lungo 110 minuti. L’Unità, storia di un archivio scritto da Didi Gnocchi e Matteo Moneta per la regia di Simona Risi che verrà trasmesso in due serate, 12 e il 13 febbraio, da La7 che, con L’Archivio audiovisivo del Movimento operaio e Memoria&Progetto, ha collaborato al documentario con 3D Produzioni che ha avuto il sostegno del Ministero della Cultura e della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia.

“L’archivio di un grande giornale può generare tante narrazioni quante sono e saranno le lenti con le quali sarà osservato, letto e compreso. Soggetto e oggetto, passato e futuro, memoria e visione si intrecciano fino a tessere la trama di un racconto culturale che si sedimenta come conoscenza sociale e può animare percorsi di sviluppo”. Così la sovrintendente Annalisa Rossi che ha avuto l’ intuizione e la voglia di intraprendere il cammino del recupero.

Il documentario che si ispira a quel ritrovamento percorre la strada per immagini e testimonianze di quello che è stato il Pci, delle trasformazioni del partito, dei rapporti con Mosca e dei contrasti, dei tentativi di percorrere nuove strade di alleanze e confronti partendo dalla necessità negli anni bui in cui nacque che ci fosse un giornale diverso a raccontare la storia da un’altra angolazione rispetto ai quotidiani borghesi.

Non un foglio di partito quello fondato da Antonio Gramsci, o non solo, ma un grande giornale che arriverà ad essere negli anni  ’60 e ’70, quelli delle grandi speranze, il terzo per diffusione dopo il Corriere della Sera e La Stampa che la domenica con un milione di copie li batteva entrambi.

Si rivolgeva alla classe operaia l’Unità e, comunque ai lavoratori in ogni realtà, non rinunciando mai ad essere anche strumento culturale, promotore di iniziative, sostegno alle battaglie di civiltà e progresso del Paese, dalla difesa della legge sul divorzio a quella sull’aborto, dalla parte delle donne quando era ancora difficile e, anche se con qualche oggettiva difficoltà, non solo spettatore della crisi del mondo comunista che diventò acuta negli anni Ottanta. Le guerre, i disastri ambientali, ma anche la satira con gli inserti di Tango e Cuore. Le iniziative editoriali con le cassette dei film, i libri, le figurine Panini.

Le immagini del documentario ripropongono i grandi leader del partito, da Gramsci e Togliatti fino alla morte di Berlinguer, un ricordo che rinnova ogni volta la ferita. Ci sono le testimonianze di Aldo Tortorella e Massimo D’Alema, Walter Veltroni e Claudio Petruccioli, Roberto Roscani e Letizia Paolozzi, Michele Serra e Giuliano Ferrara, Paolo  Mieli e Ugo Sposetti con Giorgio  Frasca Polara, Siegmund Ginzberg , Alba Solaro, Marco Brando,  Romano Bonifacci e Annalisa Rossi. Maria Canella, Elena Puccinelli e Fiamma Lussana. Con le interviste dell’archivio 3D Produzioni a Miriam Mafai, Alfredo Reichlin, Emanuele Macaluso, Mario Pirani e Luciana Castellina.

Il giornale fondato da Antonio Gramsci è stato travolto, come altre iniziative editoriali, dalla crisi della carta stampata con l’aggravante di una cattiva gestione. Internet, i giornali online, le notizie che si rincorrono in tempo reale spesso imprecise ma “strillate” e quindi convincenti hanno cancellato anche l’immagine di quelle Unità diffuse a migliaia dai militanti ogni domenica e ad ogni grande evento, messe in tasca con sfida con la testata ben in mostra, usate per il copricapo degli operai contro il sole e per avvolgerci il pranzo. Per far da copertina ai libri per non sciuparli. Dell’ultimo periodo, purtroppo, non ci sono più scatoloni da recuperare.


Marcella Ciarnelli

Giornalista. Le sue passioni: politica, cinema e cucina


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