Niente finanziamento pubblico al film su Regeni. Anche gli autori chiedono confronto con Giuli, le dimissioni di due commissari

Crescono le polemiche per l’indifendibile graduatoria stilata dalla commissione di esperti del Mic sui contributi selettivi ai film di “interesse artistico e culturale” che ha escluso dal finanziamento il doc sul caso Regeni, premiando tra gli altri, il biopic su Gigi D’Alessio. Anche il Coordinamento delle associazioni di autori e autrici fa appello a Giuli perché si ricorra alle competenze e non ai rapporti poltici per comporre le commissioni di esperti. Intanto si dimettono due membri della Commissione dei contributi selettivi, il critico Paolo Mereghetti e il docente di cinema Massimo Galimberti. Mercoledì il Ministro risponderà alla camera …

Niente contributo pubblico a Giulio Regeni – Tutto il male del mondo di Simone Manetti, apprezzato e premiato documentario – il Nastro della legalità 2026 dei Giornalisti Cinematografici – che ricostruisce la ragnatela di menzogne e depistaggi, anche italiani, seguiti all’assassinio del ricercatore rapito, torturato e ucciso dal governo egiziano dieci anni fa.

Per la commissione di esperti del Ministero della cultura incaricati di assegnare i contributi selettivi ai film di “interesse artistico e culturale e dell’identità nazionale italiana” dell’annualità 2026 sono più meritevoli il biopic su Gigi D’Alessio di Luca Miniero e quello su Tony Pappalardo Investigation per la regia di Francesco Pingitore che insieme si portano a casa un milione ed ottocentomila euro.

La graduatoria, pubblicata sul sito della Direzione Generale cinema e audiovisivo, lo scorso 3 marzo, ha acceso le giuste polemiche sulle pagine di siti e quotidiani cartacei, dove si sottolinea anche un’altra esclusione eccellente: The Echo Chamber di Andrea Pallaoro dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.

Alle denunce dell’opposizione fanno eco le dimissioni di due membri della Commissione dei contributi selettivi, il critico Paolo Mereghetti e il docente di cinema Massimo Galimberti, che pure non erano parte della sottocommissione autrice del ‘verdetto’ sul documentario.

Alle reazioni si aggiungono anche quelle degli autori. Meglio del Coordinamento delle associazioni di autori e autrici 100autori, ANAC, WGI, AIR3, AIDAC, ACMF che riferiscono – in un comunicato – “la sorpresa nell’esclusione dal finanziamento di alcuni titoli che apparivano, per qualità e rilevanza, tra i più meritevoli di sostegno pubblico”.

Senza voler “mettere a confronto i progetti esclusi con quelli selezionati – prosegue la nota -, riteniamo legittimo esprimere una valutazione su un’opera che, per i ritardi del Mic nello svolgimento delle procedure, è già stata realizzata e resa pubblica in numerosi festival, come il documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo di Simone Manetti. La quasi totalità della critica ha evidenziato il forte valore testimoniale del film, riconoscendolo come un’opera necessaria per mantenere alta l’attenzione sul caso Regeni e sulle responsabilità ancora irrisolte. Numerosi osservatori ne hanno inoltre sottolineato il coraggio nell’affrontare un tema tuttora aperto e sensibile per l’opinione pubblica, attribuendogli una significativa funzione di memoria pubblica e di denuncia”.

“La decisione di escludere l’opera dal finanziamento – scrivono – ci appare difficile da comprendere e particolarmente penalizzante per il regista e la produzione”.

“Ma più in generale, si pone una questione non più eludibile: quella delle competenze richieste a chi è chiamato a valutare e assegnare risorse pubbliche così rilevanti. La lettura e la valutazione di una sceneggiatura, così come il giudizio su un’opera documentaristica complessa, richiedono competenze specifiche e consolidate”.

Il Coordinamento Autori e Autrici ha da tempo chiesto prima a Sangiuliano e poi a Giuli che “la nomina degli esperti avvenisse all’insegna della massima competenza e trasparenza. Oggi, pur riconoscendo la presenza di alcune figure di alto profilo, riteniamo che tali criteri non siano stati pienamente rispettati nella composizione complessiva della commissione”.

La richiesta, quindi si rinnova, perché ci sia un “confronto sulle modalità e criteri che la commissione si è data per effettuare le valutazioni, e che il tema del loro funzionamento sia fra quelli al centro del progetto di riforma del sistema di sostegno pubblico a cinema e audiovisivo, in quanto essenziale per garantirne credibilità e efficacia dell’intero sistema di sostegno pubblico al cinema e all’audiovisivo, e che merita quindi un chiarimento urgente”.

Intanto mercoledì 8 aprile il ministro Giuli dovrà rispondere sulla decisione presa dalla commissione nel question time alla Camera richiesto dal Partito democratico, Più Europa e Avs. Mentre Giulio Regeni – Tutto il male del mondo continua ad arrivare al pubblico, grazie alle iniziative organizzate negli Atenei italiani. Si parte dall’Università Statale di Milano, dove è prevista il 13 aprile nell’aula magna dell’ateneo una proiezione speciale del doc. L’evento, che apre una serie di proiezioni in tutta Italia, è organizzato nell’ambito dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla senatrice a vita e scienziata della Statale di Milano Elena Cattaneo.

Sono coinvolte 76 università, 15mila persone per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca. E a questo punto anche di “espressione”, visto il trattamento ricevuto dal film da parte del Ministero.

Qui le tre commissioni in questione e i componenti


Gino Santini

redattore

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