Nobel letteratura 2019 a Peter Handke. Eterno complice di Wim Wenders



Il Nobel 2019 per la Letteratura va all’austriaco Peter Handke. Mentre quello del 2018 è della scrittrice polacca Olga Tokarczuk. La doppia assegnazione è stata annunciata il 10 ottobre dall’Accademia di Svezia, poiché lo scorso anno il premio non fu attribuito per lo scandalo molestie che investì il marito di una giurata dell’Accademia, il fotografo e regista Jean Claude Arnault.

Peter Handke, scrittore, drammaturgo e poeta ha 76 anni ed è tra i più noti e affermati autori di lingua tedesca al mondo. Tra i suoi titoli più celebri, la pièce Insulti al pubblico (1969), i romanzi, Infelicità senza desideri (1972), Il mio anno nella baia di nessuno (1994), Breve lettera del lungo addio (1972), il diario di viaggio Un viaggio d’inverno ai fiumi Danubio, Sava, Morava e Drina, ovvero giustizia per la Serbia (1996) che gli costò molte polemiche per le sue posizioni filo-serbe durante il conflitto balcanico. Mentre il suo libro più recente uscito in italiano è La storia della matita, autobiografia incentrata sul suo lavoro di scrittore.

Tra le sue opere anche le poesie, Il mondo interno dell’esterno dell’interno (1969), per esempio. Ma forse i suoi versi più celebri restano quelli letti ne Il cielo sopra Berlino (1987) che Handke ha anche sceneggiato. Il rapporto con Win Wenders, infatti, è stato intenso e prolifico fin dall’inizio. Lo scrittore austriaco e il regista tedesco si sono conosciuti nel 1966 e da allora hanno lavorato insieme tante volte: i libri dell’uno si sono trasformati, spesso, nei film dell’altro.

Il caso più recente, I bei giorni d’Aranjuez, pièce di Peter Handke, e testo magnifico sulla distanza tra uomo e donna, che Wenders ha trasformato in film nel 2016.

Ma il loro sodalizio artistico è lontano nel tempo. Risale addirittura al 1969, con il corto musicale (Drei amerikanische LP) dedicato a Van Morrison, Harvey Mandel e i Creedence. Poi nel ’70 è la volta di Prima del calcio di rigore il romanzo di Handke in cui il protagonista è un operaio appassionato di cinema che vede la sua vita prendere una brutta china e che Wenders, esordiente, riporta fedelissimo nel suo omonimo film del ’72.

Con Alice nella città del ’73, invece, è il regista ad offrire lo spunto al successivo romanzo dello scrittore austriaco, Storia con bambina (1981), vicenda d’amore che si snoda tra lo scrittore e sua figlia, pensata e attesa ancor prima della sua nascita. Del ’74 è  poi la collaborazione diretta alla sceneggiatura da parte di Handke per Falso movimento, dove il tema del viaggio-identità fa capolino per la prima volta, divetando uno dei cardini del cinema di Wenders e della narrativa dello scrittore austriaco.