Pietrangelo Buttafuoco è a furor di governo il nuovo presidente (di destra) della Biennale di Venezia

Ora c’è anche il via libera del Parlamento alla nomina di Pietrangelo Buttafuoco al vertice della Fondazione La Biennale di Venezia.
Dopo il parere favorevole della commissione Cultura della Camera è arrivato il 14 novembre anche quello della Commissione del Senato, ultimando così l’iter avviato dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che sulla proposta di nomina del giornalista e scrittore avvenuta ad ottobre aveva chiesto anche il parere delle Camere.
L’ok delle commissioni arriva però con il voto contrario in entrambi i rami del Parlamento del Pd con motivazioni che “non riguardano la persona ma le forme e i modi in cui questa nomina è avvenuta, che confermano una logica di occupazione delle istituzioni culturali da parte della destra, che abbiamo già contestato nel caso del Centro sperimentale di Cinematografia”.
Buttafuoco subentrarà al presidente Roberto Cicutto (nella foto) alla scadenza del suo mandato, il 2 marzo 2024.
Catanese, sessantenne, scrittore e giornalista recentemente convertito all’Islam, Buttafuoco ha militato prima nel MSI e poi in AN. Dichiaratamente di destra, quindi, è “l’intellettuale” di riferimento che la destra, storicamente a corto di nomi in ambito culturale, ha speso a più riprese durante le sue recenti legislature.
Nel curriculum di Buttafuoco infatti figurano anche i ruoli di presidente del Teatro Stabile di Catania (dal 2007 al 2012) e del Teatro Stabile d’Abruzzo (ancora in carica). Nel 2003 ha fatto parte del Consiglio di amministrazione di Istituto Luce e nel 2011 ha firmato la regia de I picciotti del Profeta, documentario sulla presenza dell’Islam in Sicilia, prodotto dall’Istituto Luce.
Nel giorno della sua conferma da parte del Parlamento è anche arrivata la notizia che il Tribunale di Catania lo ha assolto (con la formula perché il fatto non sussiste) dall’accusa di omessi versamenti e di sostituto di imposta in qualità di rappresentante legale dello Stabile.
L’annuncio della nomina di Buttafuoco ha sollevato le consuete esternazioni preoccupate dell’opposizione che parla di “assalto alle istituzioni culturali” e il plauso entusiastico dei rappresentanti del governo Meloni.
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