Poltrona per due ai David di Donatello. Gian Luca Farinelli è il direttore artistico, Silvia Calandrelli la presidente

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello ha nominato Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna e ideatore de Il Cinema Ritrovato, nuovo direttore artistico dell’ente. È la prima volta che l’incarico viene separato dalla presidenza, appena assegnata a Silvia Calandrelli: dai tempi di Gian Luigi Rondi fino agli otto anni di Piera Detassis, le due cariche erano sempre state riunite in un’unica figura. Lo sdoppiamento arriva a valle della riforma dello Statuto dell’Accademia, nel quadro di quella che appare una più ampia partita di nomine controllata dal governo.

Proprio su questo punto era intervenuto il 31 luglio il Coordinamento degli autori e delle autrici, che aveva già contestato la riforma statutaria per l’esclusione di autori e autrici dagli organi decisionali dell’Accademia. Il Coordinamento non ha messo in discussione la professionalità di Silvia Calandrelli, ex direttrice di Rai Cultura, ma il metodo della sua designazione: una scelta maturata nella prima Assemblea composta, secondo il nuovo Statuto, dai soli soci fondatori, di fatto affidata ai presidenti di ANICA e AGIS, Alessandro Usai e Francesco Giambrone, d’intesa con la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Per il Coordinamento si tratta di una procedura che concentra in due soli soggetti una decisione di questa rilevanza, un vulnus per un’Accademia che dovrebbe rappresentare le diverse componenti del settore, a partire dagli autori.

Il Coordinamento (ANAC, 100Autori, WGI, AIDAC, ACMF, AIR3) è tornato sul tema il 3 agosto, dopo l’approvazione all’unanimità in Commissione Cultura della Camera di un testo unificato di riforma del cinema. Pur riconoscendo l’accoglimento di alcune proprie proposte gli autori giudicano il provvedimento insufficiente sui nodi decisivi: manca una dotazione finanziaria certa, come una tassa di scopo, a garantire l’autonomia della futura Agenzia; il Consiglio di Amministrazione resta nominato solo da Governo e Regioni, senza consiglieri parlamentari, con le categorie relegate a un ruolo consultivo; assente una disciplina della cronologia dei media con tempi di sfruttamento progressivi, anche per le opere extraeuropee; assente una norma che calmieri i costi degli estratti del patrimonio cinematografico nazionale per usi culturali e formativi. Il confronto pubblico sul disegno di legge è rinviato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.


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